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giovedì 17 dicembre 2009

FEDI (PD): Accolto dal governo l’Odg per rendere definitive le detrazioni fiscali per carichi di famiglia ai residenti all’estero

“Rendere definitiva l’estensione delle detrazioni fiscali per carichi di famiglia agli italiani all’estero che non godono, nel Paese nel quale risiedono, di benefici connessi ai carichi famigliari”. “È questo l’impegno che abbiamo posto all’attenzione del Governo con l’ordine del giorno presentato dopo il voto di fiducia sulla finanziaria 2010” – ha dichiarato l’On. Marco Fedi, primo firmatario dell’ordine del giorno accolto dal Governo.
L’ordine del giorno, sottoscritto dai deputati del Partito Democratico eletti all’estero, Onorevoli Fedi, Bucchino, Farina, Garavini, Narducci, Porta, chiede una definitiva risposta anziché un percorso a proroghe.
“Sul versante impositivo – ricorda l’On. Marco Fedi – i cittadini italiani residenti all’estero, che producono un reddito assoggettabile ad IRPEF in Italia, sono in una condizione di sostanziale disparità nei confronti dei residenti nel territorio nazionale”.
Infatti, il 2010, a normativa vigente, sarà l’ultima annualità per godere di tali benefici fiscali, che invece sono appannaggio permanente dei residenti in Italia.
“Chiediamo pertanto al Governo, con questo ordine del giorno, di “valutare l'opportunità di predisporre un'apposita norma tesa a superare il limite temporale 2010 e prevedere la definitiva estensione delle detrazioni fiscali per carichi di famiglia ai residenti all'estero” – ha concluso l’On. Marco Fedi.

16 dicembre 2009

lunedì 12 ottobre 2009

FEDI (PD): FINANZIARIA 2010: LAVORARE PER RECUPERARE RISORSE

Il dato preoccupante è che si rischia di perdere le risorse recuperate con l’assestamento di bilancio, effettuato prima dell’estate, e si torni alla situazione di grave difficoltà di fine 2008 – ha ricordato l’On. Marco Fedi in un messaggio inviato ai Comites d’Australia.
I capitoli della Direzione Generale Italiani all’Estero e Politiche Migratorie – ridotti dalla finanziaria 2009 – tornano a subire riduzioni. Tuttavia esistono le condizioni per apportare variazioni in sede di discussione parlamentare ed è positivo il richiamo a questa necessità svolto dal Sen. Claudio Micheloni in sede di primo esame al Senato.
Sarebbe utile capire dal Governo, ad esempio, se la riduzione del capitolo 3103 comporta un rischio per il buon funzionamento dei Comitati degli Italiani all’estero, poiché alcuni di questi, in difficoltà con il pagamento delle spese fisse, hanno presentato richieste suppletive già in questo esercizio finanziario.
Anche il capitolo 3153 per la diffusione della lingua italiana nel mondo, ancora largamente insufficiente, è complessivamente inferiore all’assestamento effettivo per il 2009 – rileva l’On. Marco Fedi.
Si registra invece una forte riduzione delle risorse sul capitolo 3121 sull’assistenza diretta che subisce un taglio di oltre 6 milioni di euro.
Dobbiamo quindi impegnarci tutti, opposizione e maggioranza, per recuperare risorse aggiuntive durante l’iter parlamentare.
Ricordiamo inoltre l’impegno – assunto anche dal Governo che ha accolto numerosi ordini del giorno in tal senso – a estendere ulteriormente, e in maniera definitiva, le detrazioni per carichi di famiglia ai residenti all’estero.

martedì 28 luglio 2009

FEDI (PD): Il Governo deve almeno provare ad attuare gli impegni presi con l’accoglimento di numerosi ordini del giorno, dall’inizio della legislatura

L’accoglimento di un ordine del giorno ha un significato politico solo se accompagnato da azioni concrete per arrivare – dopo un percorso di approfondimento – alla soluzione auspicata nel dispositivo.
Credo sia necessario ricordare al Governo che sulle detrazioni per carichi di famiglia – introdotte dal Governo Prodi ed estese ai residenti all’estero – vi è un impegno, ripetuto dall’inizio della legislatura, a renderli permanentemente parte del regime fiscale italiano, anziché rincorrere le proroghe – ha ricordato l’On. Marco Fedi. Dobbiamo trovare il provvedimento adatto – ha continuato Fedi – e siamo disponibili a lavorare con la maggioranza per arrivarci in tempi brevi. Forse un decreto anticrisi non è lo strumento migliore. Ma gli impegni erano già stati presi dal Governo nel contesto di provvedimenti economici e nella stessa legge di bilancio – ha sottolineato il deputato PD.
Analogo ragionamento sull’ICI. Con una differenza. Mentre il Governo accoglie in aula ordini del giorno sull’estensione dell’esenzione ICI ai residenti all’estero, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze rispondono con un secco no a ogni ipotesi di esonero. Ritengo sia necessario un chiarimento, almeno nella direzione dell’impegno di maggioranza e Governo a trovare una soluzione.
Il Governo ha inoltre preso impegni in direzione del superamento dei tanti balzelli che gravano sugli immobili degli italiani all’estero, a partire dalla tassa sulla raccolta dei rifiuti fino al canone Rai. Credo – ha concluso l’On. Marco Fedi – che sia necessario, alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva, fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori su questi temi, anche avviando un confronto tra maggioranza, opposizione e Governo.

mercoledì 14 gennaio 2009

La virgola d’auguri e d’inizio 2009

Il dialogo è fatto anche di ascolto.
Non vi sono alternative al dialogo ed alla costruzione di Pace.
Perdere un’occasione di riforma condivisa è un po’ come rinunciare alla Pace, come perdere la speranza che in medio oriente possa tornare a prevalere la scelta del dialogo rispetto a quella delle armi, la scelta del dialogo invece della violenza. Ogni volta che in Parlamento vengono meno le opportunità di confronto e dialogo, ogni volta che non riusciamo a pensare – insieme – al futuro del nostro sistema universitario e formativo, o al futuro per il lavoro o per le famiglie oppure per l’economia del Paese, rinunciamo al ruolo della politica, rinunciamo a fare le riforma di sistema, quelle che garantiscono al Paese di progredire, di guardare con serenità a riforme di ampio respiro, condivise, che costituiscano l’ossatura del nostro futuro. La scelta della maggioranza e del Governo è quella dura dello scontro, in Parlamento e nel Paese. Lo abbiamo visto con la finanziaria, con la scuola ed ora con l’Università. Quando prevale la logica dello scontro non vi sono più spazi per il dialogo. Se una maggioranza è convinta delle proprie scelte deve avere il coraggio di confrontarsi in Parlamento. Quando mancano coraggio e capacità di ascolto, quando mancano impegno e visione d’insieme per dare continuità ed organicità alle riforme, si imbocca un percorso che è senza “speranza”. Il 2009 non è iniziato bene: l’Italia appare rinunciataria davanti alla drammatica situazione di Gaza. Rinunciare ad una forte azione per la cessazione delle ostilità e per gli aiuti umanitari alle popolazioni palestinesi significa rinunciare alla Pace. L’unica scelta possibile è la Pace. Da costruire con inesorabile persistenza.
Credo sia evidente come la percezione del significato di dialogo e condivisione – richiamate dal Capo dello Stato come esigenza imprescindibile per le riforme istituzionali e per modificare la Costituzione – sia molto diversa tra maggioranza ed opposizione. La ricerca del dialogo è una necessità della politica, avviene nella costruzione di grandi riforme di sistema – quelle riforme che durano più legislature e che segnano i grandi cambiamenti, come potrebbe avvenire per la riforma della Costituzione in senso federalista, per un nuovo assetto istituzionale, per un Parlamento più funzionale – ed avviene ogni giorno anche in Parlamento, nel confronto, che comunque non viene mai meno, tra maggioranza ed opposizione.
Per le grandi riforme, però, abbiamo bisogno di qualche marcia in più nel dialogo e nelle scelte condivise, non è sufficiente il dialogo quotidiano. Ecco perché il Presidente del Consiglio non può trincerarsi dietro i richiami all’ordinario dialogo parlamentare e continuare a dichiararsi avversario di forme di confronto più avanzate ed articolate.
Questa premessa è fondamentale se si vuole da un lato aprire una fase costruttiva e dall’altro garantire che questa non si trasformi in antiche pratiche consociative: anticorpi indispensabili per far crescere la democrazia in questo Paese.
Il 2009 sarà quindi un anno durissimo. Anche per gli italiani all’estero. I tagli arriveranno ora a destinazione, non più numeri di una finanziaria alla quale ci siamo opposti in tutti i modi, ma diminuzione degli investimenti per la scuola e la cultura, diminuzione della nostra capacità di assistere i più deboli, diminuzione della nostra capacità di offrire servizi. Le riforme non sono ancora state annunciate dal Governo e dalla maggioranza: un pericoloso vuoto di idee e proposte. Il Partito Democratico ha presentato proposte d’iniziativa parlamentare in tutti i settori – dalla sfera dei diritti sindacali, alla riforma delle carriere professionali dei contrattisti, dalla cittadinanza per riaprire i termini per il riacquisto, alle detrazioni per carichi di famiglia che vanno definitivamente estese ai residenti all’estero con l’esonero ICI, dalla riforma della 153 sulla scuola fino agli istituti di cultura. Saremmo pronti anche a presentare una riforma del Cgie – lungamente discussa anche con lo stesso Consiglio Generale degli Italiani all’estero. Ma avremmo preferito che il Governo, all’atto di un rinvio delle elezioni di Comites e Cgie, previsto dall’articolo 10 del decreto legge 30 dicembre 2008, n. 207 “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti” che prevede il rinnovo entro il 31 dicembre 2010, si fosse presentato con una propria proposta, almeno di contenuto.Invece, ancora il vuoto.Siamo pronti a fare la nostra parte per riempire il vuoto. Maggioranza e Governo devono dimostrare di avere un progetto che vada oltre la serie interminabile di tagli.

giovedì 13 novembre 2008

La maggioranza boccia tutti gli emendamenti del PD e… ritira l’unico emendamento sui carichi di famiglia

“Davvero l’avremmo votato l’emendamento presentato dai deputati eletti all’estero del PdL. Avremmo aggiunto la nostra firma ed avremmo potuto votarlo insieme. Le cose sono andate in modo diverso. Dopo aver bocciato tutti gli emendamenti presentati dal PD su scuola, assistenza, Comites, CGIE, cultura, la maggioranza ha ritirato l’unico emendamento concernente le detrazioni per carichi di famiglia che avrebbe esteso questa detrazione per chi risiede all’estero e produce reddito soggetto ad imposizione fiscale in Italia” – ha dichiarato l’On. Marco Fedi.
“Avremmo dimostrato per una volta un atteggiamento bipartisan su un tema importante per chi vive all’estero, nonostante la nostra richiesta di rendere permanente questa detrazione per i residenti all’estero e l’emendamento in tal senso presentato e dichiarato inammissibile per carenza di copertura finanziaria. Il Governo ha assunto un generico impegno a risolvere – ma non sappiamo in che modo – la questione delle detrazioni per carichi di famiglia per i residenti all’estero. Di impegni questo Governo ne ha assunti tanti e su tanti temi, anche in questa finanziaria. Il Governo ha già accolto numerosi ordini del giorno su questo aspetto specifico ed ancora non accade nulla. Nel frattempo la scadenza del 2009 si avvicina – ricordiamo infatti che le detrazioni per carichi di famiglia, introdotte dal Governo Prodi anche per i residenti all’estero, furono introdotte per il triennio 2007-2009” – ha concluso l’On. Fedi.

venerdì 7 novembre 2008

Sulle detrazioni per carichi di famiglia occorre maggiore serietà

“La materia delle detrazioni per carichi di famiglia richiede attenzione e serietà” – ha dichiarato l’On. Marco Fedi, deputato PD eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide. “Le detrazioni per carichi di famiglia, introdotte dal Governo Prodi, furono estese anche ai residenti all’estero per il triennio 2007-2008 e 2009. Dopo la necessaria fase di monitoraggio la nostra richiesta era e rimane di estendere questo diritto permanentemente, insieme a tutto il regime delle detrazioni di base che ha sostituito la “no tax area” e che riguarda tutti i contribuenti”.
“La maggioranza aveva introdotto un emendamento che prevedeva l’estensione delle detrazioni per carichi di famiglia unicamente per l’anno 2010. Questa soluzione ci lasciava comunque perplessi”. “Ora tutti gli emendamenti fatti propri dal relatore in Commissione bilancio rischiano di non avere corso“. “Noi abbiamo presentato un emendamento bocciato in Commissione che proponeva altri tre anni di estensione ed un emendamento in aula per l’estensione definitiva delle detrazioni per carichi di famiglia ai residenti all’estero“. “In questo momento sarebbe utile se, a proposito dei risultati delle fasi di monitoraggio e di prima applicazione, ci venissero forniti dati ed informazioni, oltre che possibili soluzioni ai tanti problemi procedurali già individuati”. “Sicuramente sarebbe altrettanto utile se la maggioranza manifestasse le reali intenzioni su questa materia, oggetto di numerosi ordini del giorno accolti dal Governo” – ha concluso l’On. Marco Fedi.