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venerdì 19 giugno 2009

FEDI (PD): Gli impegni veri sono quelli scritti nelle norme

Prima, durante e anche dopo l’approvazione definitiva del decreto per la ricostruzione in Abruzzo, il Governo continuerà a fare promesse e prendere impegni. La verità è che gli unici impegni veri sono quelli scritti nella legge – ha affermato l’On. Marco Fedi durante i lavori della Camera impegnata nell’iter di conversione del decreto legge 28 aprile 2009, n. 39, recante “interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile”, già approvato dal Senato.
In un ordine del giorno presentato ieri, i Deputati PD Fedi, Farina, Bucchino, Narducci, Garavini e Porta chiedono un impegno del Governo per estendere la concessione dei contributi per la ricostruzione anche ai residenti all’estero, indipendentemente dall’iscrizione AIRE.
Si tratta di emigrati e connazionali provenienti dall’Abruzzo che risiedono all’estero ed hanno negli anni mantenuto un forte rapporto con le realtà territoriali, L’Aquila compresa, colpite dal terremoto del 6 aprile scorso.
Molti di questi hanno conservato un intreccio affettivo, culturale ed economico con l’Abruzzo, anche se non hanno più la cittadinanza italiana e quindi non sono iscritti all’AIRE.
Grazie a questi forti legami hanno conservato e curato gli immobili ereditati dai loro genitori, hanno acquistato nuovi immobili e in molti casi hanno investito i loro risparmi nella costruzione o nell’acquisto di un’abitazione nei comuni colpiti duramente dal sisma.
Le istituzioni italiane – si legge nell’ordine del giorno – devono garantire analoga attenzione agli emigrati abruzzesi che risiedono fuori dai confini nazionali e che stanno manifestando – con le comunità italiane e locali – la loro solidarietà nei confronti delle zone colpite dal terremoto con raccolte fondi sostenute anche dai Governi dei Paesi di residenza.

FEDI (PD): No di Governo e maggioranza ai contributi per la ricostruzione in Abruzzo ai residenti all’estero

Dopo il passaggio al Senato il decreto sulla ricostruzione in Abruzzo è al vaglio della Camera dei Deputati. Governo e maggioranza hanno detto “no” ad un emendamento dell’opposizione che estendeva il diritto ai contributi per la ricostruzione anche ai residenti all’estero.
Un ennesimo no da parte di questa maggioranza e del Governo agli italiani residenti all’estero, nonostante la grande e forte opera di solidarietà di cui le comunità italiane nel mondo sono protagoniste.
Nei giorni scorsi erano state date ampie assicurazioni su questo tema ma il Governo intende lasciare un vuoto interpretativo su questi aspetti. Il PD ha denunciato l’ingiustizia, ha votato a favore degli emendamenti che sono stati respinti dalla maggioranza ed ha coerentemente ricordato la parità di trattamento come elemento centrale nella ricostruzione. Una fase di ricostruzione che dovrà, soprattutto nel centro storico de l’Aquila, inevitabilmente, tener conto della vicinanza delle abitazioni senza distinzione sulla residenza dei proprietari.

La virgola, d’inizio estate… calda ed eversiva

L’ennesimo annuncio di chiusura consolati arriva nella mattinata di una torrida giornata di metà giugno. L’abitudine al caldo, all’ascolto di proposte di smantellamento della rete consolare, vendute come “riorganizzazione”, l’abitudine a sentir parlare di necessità di contenimento e riduzione della spesa pubblica – abitudini conquistate sul campo – aiutano a superare la stanchezza, a resistere alle facili polemiche ed a cercare di comprendere come uscire – definitivamente – da questa fase di instabilità della nostra rete diplomatico-consolare. Pessime pratiche e cattive abitudini, forse anche il caldo, ci inducono ad una riflessione più approfondita del solito. Per fare rete consolare, al servizio dei cittadini, e rete diplomatica al servizio degli interessi del Paese, è necessario investire in informatizzazione, digitalizzazione, formazione ed innovazione tecnologica: chi sta facendo tutto ciò? La nostra rete consolare tradizionale offre un importante punto di rapporto con lo Stato italiano, tra cittadini e pubbliche amministrazioni, tra imprese e mondo degli scambi commerciali e dell’economia, tra l’Italia e gli altri Stati. Per queste ragioni aumentano le nostre preoccupazioni e perplessità. In che modo Ambasciatore e Consoli Generali saranno in grado, viste anche le limitate risorse, di agire localmente? Come potranno rispondere contemporaneamente, in Paesi come Australia e Sudafrica, a struttura federale, alle esigenze di Melbourne e Adelaide, Sydney e Brisbane, Johannesburg e Durban? Con quale personale e con quali risorse, considerato che il personale di ruolo non arriva, si è ampiamente al di sotto dell’organico minimo per quelle sedi e le risorse sono state decurtate, finanziaria dopo finanziaria? Per finire con l’autentica presa in giro sulle distanze: l’America Latina non sarebbe stata toccata per via delle distanze. Evidentemente agli Esteri hanno scarse cognizioni geografiche, il che aumenta le nostre preoccupazioni. L’America Latina non deve essere toccata perché ne conosciamo bene le condizioni!
In un mondo perfetto un cittadino italiano deve venire assistito ovunque si trovi. Per farlo bene occorre avere strumenti. Per avere strumenti occorre mettere in campo progetti, programmi e risorse. Oggi questa progettazione manca. E questo è l’aspetto più drammatico e triste.

Eversione!?!

L’estate inizia con lo spettro dell’eversione. Non certo la chiusura dei Consolati – anche se cancellare la presenza dello Stato italiano non potrà mai essere concepito come “alto senso dello Stato” – non certo i risultati elettorali che ci consegnano un’Italia sostanzialmente identica a quella che avevamo descritto alcuni mesi orsono, ma con alcuni tratti accentuati: Lega Nord che condiziona la maggioranza ormai su tutto, Governo incerto nel contrastare la crisi e alle prese con la limitatezza delle risorse – anche per la ricostruzione in Abruzzo.
La denuncia – come tante altre – arriva del Presidente del Consiglio dei Ministri.
I poteri forti vorrebbero mettere in discussione il risultato elettorale. Non ci è dato capire o sapere a quali fatti ci si riferisca: fatti che ovviamente dovrebbero andare oltre lo scudo del “lodo Alfano” per avere come conseguenza una crisi di Governo o le dimissioni del Premier. L’unica eversione – in questo momento – non è la possibilità che vi siano “scossoni” nella maggioranza: abbiamo avuto scosse e scossoni e continueremo ad averli. Basti pensare alle ronde civiche e alle ronde nere, alle intercettazioni telefoniche ed agli strani accordi interni alla maggioranza. E basta seguire la coerente e lineare azione del Presidente della Camera Fini per capire che nella maggioranza qualche cosa non va. L’unica manovra eversiva è quindi la denuncia stessa dell’eversione!
Ricostruzione, impegno, solidarietà ed… esclusione

Gli esclusi dai contributi per la ricostruzione sono i non-residenti, nonostante gli emendamenti del Partito Democratico. No di Governo e maggioranza ai contributi per la ricostruzione in Abruzzo ai residenti all’estero
Dopo il passaggio al Senato il decreto sulla ricostruzione in Abruzzo è al vaglio della Camera dei Deputati. Governo e maggioranza hanno detto “no” ad un emendamento dell’opposizione che estendeva il diritto ai contributi per la ricostruzione anche ai residenti all’estero.
Un ennesimo no da parte di questa maggioranza e del Governo agli italiani residenti all’estero, nonostante la grande e forte opera di solidarietà di cui le comunità italiane nel mondo sono protagoniste.
Nei giorni scorsi erano state date ampie assicurazioni su questo tema ma il Governo intende lasciare un vuoto interpretativo su questi aspetti. Il PD ha denunciato l’ingiustizia, ha votato a favore degli emendamenti che sono stati respinti dalla maggioranza ed ha coerentemente ricordato la parità di trattamento come elemento centrale nella ricostruzione. Una fase di ricostruzione che dovrà, soprattutto nel centro storico de l’Aquila, inevitabilmente, tener conto della vicinanza delle abitazioni senza distinzione sulla residenza dei proprietari.

mercoledì 15 aprile 2009

Lettera aperta e breve al Presidente del Consiglio dei Ministri

Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi,

siamo tutti patrioti, ci sentiamo tutti un pò più abruzzesi del solito, in questo momento di dolore ma anche di impegno per assistere le famiglie e i cittadini vittime del sisma e aiutare a ricostruire il vivere civile delle zone colpite.
Proprio per questa ragione, ascolti il mio consiglio, da cittadino italiano residente all’estero, prima che da deputato della Repubblica, eviti di fare battute inutili o dannose alla nostra immagine o che possano essere fraintese dai media dell’informazione globale!
Da questa mattina a Melbourne, Australia, i servizi televisivi e radio riportano una sua “infelice quanto inutile” battuta a proposito di tende e campeggio: mi creda Mr. Berlusconi, la battuta non era divertente. Se non si trattava di una battuta, davvero non riusciamo a capire come una tendopoli per ospitare sfollati possa essere lontanamente scambiata per un campeggio. Ascoltarla – per noi, in questo momento – è stato inutilmente doloroso. Mi fermo qui!
Buon lavoro a Lei e a tutti noi verso la ricostruzione.

Una tragedia umana che ha colpito tutti

“Preoccupazione, dolore e subito impegno per la ricostruzione. Questi i sentimenti della comunità italo-australiana dopo il tragico terremoto che ha colpito l’Abruzzo” – ha dichiarato l’On. Marco Fedi.
“Le notizie sulla dolora perdita di vite umane a seguito del devastante terremoto che ha colpito l’Abruzzo hanno raggiunto una comunità che si era già impegnata profondamente nella raccolta fondi per le famiglie colpite dagli incendi che hanno devastato il Victoria. La risposta è stata immediata anche per l’Abruzzo”. “Una risposta comune da una comunità forte e solidale”.
“Non è il momento delle polemiche ma quello dell’impegno per la ricostruzione. È questo il messaggio più forte che arriva dalle comunità italiane nel mondo che si sono subito mobilitate”.
“Le associazioni italiane saranno in prima linea in questa azione di solidarietà verso una regione d’Italia a cui, particolarmente oggi, ci sentiamo tutti vicini con il nostro dolore ma anche con l’impegno a lavorare in tutti i modi e a tutti i livelli per assicurare il ritorno alla normalità in tempi brevi” – ha concluso l’On. Marco Fedi.