Visualizzazione post con etichetta finanziaria 2010. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta finanziaria 2010. Mostra tutti i post

domenica 20 dicembre 2009

FEDI (PD): Odg per reperire stanziamenti per i connazionali all’estero

“Finanziaria dopo finanziaria, provvedimento dopo provvedimento, continua inesorabile la riduzione di stanziamenti per gli italiani all’estero” – ha sottolineato l’On. Marco Fedi. “Abbiamo presentato un ordine del giorno sul bilancio che impegna il Governo italiano “a valutare la possibilità di reperire stanziamenti per il 2010 finalizzati alla promozione della lingua italiana nel mondo, all'assistenza dei connazionali indigenti residenti all'estero e a recuperare risorse per le dotazioni dei capitoli destinati alle comunità italiane nel mondo della Direzione Generale Italiani all'Estero e Politiche Migratorie e della Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministero degli Affari esteri”.
“L’ordine del giorno ricorda che la gravità dei tagli è tale da compromettere la politica a favore delle comunità italiane nel mondo”.
“Un taglio di 23 milioni di euro al programma “Italiani nel mondo e politiche migratorie e sociali” e oltre 7 milioni di euro al programma “Informazione, promozione culturale, scientifica e dell’immagine del Paese all’estero”, entrambi parte della missione “L'Italia in Europa e nel mondo” del Ministero degli Affari esteri” – ricorda Fedi.
“A questi si aggiungono i 140mila euro in meno per i contributi ai Com.It.Es. e i 2 milioni di euro mancanti, rispetto all’assestamento di bilancio 2009, ai fondi per la diffusione della lingua italiana nel mondo”.
“A cui si aggiungono i 6 milioni di euro di decurtazione all’assistenza diretta dei nostri connazionali all’estero“.
“Credo – ha concluso l’On. Marco Fedi – sia necessario invertire questo trend negativo ed è per questa ragione che abbiamo voluto impegnare il Governo a recuperare risorse in questa direzione”.

giovedì 17 dicembre 2009

Finanziaria, Fedi: fiducia fa male agli italiani all’estero

Roma, 15 dic - “Io credo di non essere stato mai tanto orgoglioso quanto in questi giorni e in questi mesi della presidenza della Camera dei Deputati”. Lo ha dichiarato oggi Marco Fedi, deputato del Pd eletto all’Estero. “Ha un atteggiamento assolutamente non solo razionale ma anche super partes – ha detto Fedi - nel senso che tutte le motivazioni politiche e tecniche che potevano indurre il governo a porre la questione di fiducia non esistevano e la presidenza ha fatto bene a dichiararlo. Avremmo potuto votare gli emendamenti come abbiamo fatto l’altro giorno sul bilancio con un atteggiamento sereno anche da parte delle opposizioni. Non l’hanno voluto e ora si va al voto di fiducia che non solo non farà votare gli emendamenti ma non farà dibattere i parlamentari sulla finanziaria ed è un danno politico per tutto il Paese. Secondo Fedi l’approvazione della Finanziaria avrà effetti immediati sugli italiani all’estero e “riguardano l’assistenza, con i sei milioni di euro che sono stati decurtati. Vorremmo far capire ai nostri connazionali nel mondo – ha spiegato Fedi - che il nostro emendamento non era affatto strumentale (a firma dei deputati del Pd eletti all’estero) ma che cercava di recuperare i sei milioni di euro che se non si troveranno rischiano di mettere in difficoltà soprattutto i nostri connazionali indigenti in America Latina”.Secondo il deputato democratico, ci saranno anche “tutta una serie di problemi di cui si dovrà occupare il ministero degli affari esteri”.“Io – ha detto - non ho sentito in questi giorni una voce del governo, del sottosegretario Mantica, mi sarebbe piaciuto ascoltarlo su questo. Il governo era consapevole del taglio dei sei milioni di euro. In un bilancio come quello dello stato, sei milioni di euro potevano essere trovati anche dalla maggioranza in sede di discussione in commissione bilancio. Non lo hanno voluto – ha detto Fedi - e ora ci troviamo con questo grosso problema”. Secondo Fedi ci sono poi “tutte le altre riduzioni dalla scuola fino alla cultura e la direzione generale italiani agli all’estero e delle politiche migratorie che continua a subire tagli su tagli e mancano anche le riforme. Manca un progetto vero di rilancio vero del governo per gli italiani nel mondo. Noi lo abbiamo ma i nostri progetti di legge giacciono nelle aule parlamentari”.

mercoledì 16 dicembre 2009

Finanziaria, Fedi: fiducia fa male agli italiani all’estero

Roma, 15 dic - “Io credo di non essere stato mai tanto orgoglioso quanto in questi giorni e in questi mesi della presidenza della Camera dei Deputati”. Lo ha dichiarato oggi Marco Fedi, deputato del Pd eletto all’Estero. “Ha un atteggiamento assolutamente non solo razionale ma anche super partes – ha detto Fedi - nel senso che tutte le motivazioni politiche e tecniche che potevano indurre il governo a porre la questione di fiducia non esistevano e la presidenza ha fatto bene a dichiararlo. Avremmo potuto votare gli emendamenti come abbiamo fatto l’altro giorno sul bilancio con un atteggiamento sereno anche da parte delle opposizioni. Non l’hanno voluto e ora si va al voto di fiducia che non solo non farà votare gli emendamenti ma non farà dibattere i parlamentari sulla finanziaria ed è un danno politico per tutto il Paese. Secondo Fedi l’approvazione della Finanziaria avrà effetti immediati sugli italiani all’estero e “riguardano l’assistenza, con i sei milioni di euro che sono stati decurtati. Vorremmo far capire ai nostri connazionali nel mondo – ha spiegato Fedi - che il nostro emendamento non era affatto strumentale (a firma dei deputati del Pd eletti all’estero) ma che cercava di recuperare i sei milioni di euro che se non si troveranno rischiano di mettere in difficoltà soprattutto i nostri connazionali indigenti in America Latina”.Secondo il deputato democratico, ci saranno anche “tutta una serie di problemi di cui si dovrà occupare il ministero degli affari esteri”.“Io – ha detto - non ho sentito in questi giorni una voce del governo, del sottosegretario Mantica, mi sarebbe piaciuto ascoltarlo su questo. Il governo era consapevole del taglio dei sei milioni di euro. In un bilancio come quello dello stato, sei milioni di euro potevano essere trovati anche dalla maggioranza in sede di discussione in commissione bilancio. Non lo hanno voluto – ha detto Fedi - e ora ci troviamo con questo grosso problema”. Secondo Fedi ci sono poi “tutte le altre riduzioni dalla scuola fino alla cultura e la direzione generale italiani agli all’estero e delle politiche migratorie che continua a subire tagli su tagli e mancano anche le riforme. Manca un progetto vero di rilancio vero del governo per gli italiani nel mondo. Noi lo abbiamo ma i nostri progetti di legge giacciono nelle aule parlamentari”.

martedì 15 dicembre 2009

Le logiche di maggioranza annullano una possibilità di miglioramento per gli italiani all’estero

Gli italiani all’estero sono stati finalmente oggetto di viva attenzione e di intenso confronto politico in occasione della discussione sulla Finanziaria 2010 che si sta svolgendo in queste ore alla Camera dei deputati. Un emendamento presentato e illustrato dall’on. Marco Fedi, mirante ad integrare con sei milioni di euro l’assistenza diretta a sostegno dei connazionali, soprattutto anziani, che versano in condizioni di indigenza, ha fatto da detonatore di un dibattito che si è ben presto allargato a molti deputati, tra i quali lo stesso responsabile Esteri del PD on. Piero Fassino, e a quasi tutti i gruppi parlamentari.
La proposta è stata fatta propria, oltre che da esponenti del PD, da quelli dell’Unione di Centro e dell’Italia dei Valori e ha creato un evidente imbarazzo in alcuni settori della stessa maggioranza, tant’è che l’on. Gennaro Malgieri ha aggiunto la sua adesione e il responsabile per gli italiani nel mondo del PDL, on. Aldo Di Biagio, assieme al presidente del Comitato degli italiani all’estero, on Zacchera, si è distinto con un voto di astensione dal suo gruppo.
Nel tentativo di evitare il moltiplicarsi delle posizioni a favore dell’emendamento, il relatore di maggioranza, on. Corsaro, con uno sgangherato intervento ha tacciato di strumentalità una proposta della cui necessità e urgenza tutti sono convinti, eccetto i cani da guardia della politica finanziaria del governo Berlusconi.
L’imbarazzo per una posizione obiettivamente insostenibile ha indotto diversi esponenti del centrodestra a rivendicare vecchi titoli e appartenenze, per eludere una scelta che invece è di oggi ed è netta: o a favore o contro gli interessi più diretti degli italiani estero.
Alla prova dei fatti, anche se la maggioranza ha perduto per strada alcuni consensi, l’emendamento è stato respinto dalla maggioranza, anche col voto di qualche eletto all’estero come l’on. Amato Berardi, che deve ora spiegare a chi aspetta, soprattutto in America Latina, un atto di solidarietà quale rischio di destabilizzazione delle finanze dello Stato comportasse il recupero di sei milioni di euro.
Ciò che resta è la passione civile che nell’aula parlamentare si è accesa intorno agli italiani all’estero e il palpabile disagio di continuare sulla strada di una politica di tagli e di disattenzione verso le nostre comunità.
Per quanto ci riguarda, continueremo a cogliere ogni occasione per richiamare l’attenzione del Governo e del Parlamento sulle tematiche della grande comunità italiana nel mondo, con la speranza che le logiche di maggioranza cedano prima possibile il campo alle necessità obiettive dei cittadini e che la classe dirigente italiana riconosca quanto sia importante per il nostro Paese avere un rapporto positivo con chi guarda ancora a noi con interesse e speranza.

Marco Fedi, Gino Bucchino, Gianni Farina, Laura Garavini, Franco Narducci, Fabio Porta

FEDI (PD): L’Italia destina solo lo 0,4 per cento del PIL alla politica estera

“Un grande paese democratico come l’Italia non può destinare alla politica estera, quindi allo stato di previsione del Ministero degli esteri, soltanto lo 0,4 per cento del PIL, uno stanziamento del tutto inadeguato ai compiti da svolgere, ai servizi da erogare, all’azione internazionale da portare avanti con le missioni umanitarie e con le convenzioni internazionali e la cooperazione allo sviluppo”.
“Negativa anche l'ulteriore riduzione delle risorse per la cooperazione allo sviluppo, già pesantemente ridotte con altre misure e provvedimenti del Governo.
Gravissima la sottodotazione della Tabella A del Ministero degli esteri. Occorrerebbero almeno 47 milioni per concludere la ratifica dei sessanta accordi internazionali di più rilevante priorità”.
“Il giudizio negativo sulla manovra di finanza pubblica per il 2010 nasce da una serie di considerazioni e valutazioni di natura economica e politica” – ha esordito l’On. Marco Fedi in sede di discussione generale sulla finanziaria 2010.
“Quella del Governo non è una politica economica per lo sviluppo, per contrastare gli effetti della crisi su famiglie ed imprese mentre emerge con crescente drammaticità la situazione del Mezzogiorno. Così come diventa tangibile, ogni giorno, la forte pressione sulle famiglie. Così come dovrebbe essere insopportabile, per tutti noi, la crescita del tasso di disoccupazione al 10,5 per cento. Ed è questo il dato preoccupante che emerge da questa finanziaria. Siete lontani dalle vere riforme. Siete lontani dal dare risposte vere alle conseguenze della crisi”. “Siete lontani anche da investimenti strutturali, non solo dalle riforme strutturali” – ha continuato l’On. Marco Fedi.
“La nostra opposizione è ferma e decisa su tutta l’impostazione della manovra di bilancio ma in particolare sulla scelta di prevedere la vendita dei beni confiscati alla criminalità organizzata”. “Dopo lo scudo fiscale, anonimo, arriva ora la vendita dei beni confiscati alla mafia”. “Per far cassa continuate a dare messaggi contraddittori, rischiate di favorire il riacquisto di questi beni da parte della criminalità organizzata e indebolite gli strumenti culturali, prima che repressivi, per contrastare i fenomeni mafiosi”. “Nel tentativo di far quadrare i conti proponete di utilizzare il TFR dei lavoratori per la spesa corrente, una sorta di cassa continua prestiti e prelievi a disposizione dello Stato”.
“Abbiamo presentato delle proposte emendative per gli italiani all’estero, in questa finanziaria, oltre ad una serie di proposte di riforme strutturali per le comunità italiane nel mondo presentate nel corso della legislatura”.
“Gli emendamenti presentati alla Camera, respinti dalla maggioranza, andavano in direzione di aumentare le dotazioni finanziarie di importanti capitoli per gli italiani all’estero. Il recupero di 2milioni di euro annunciato dal relatore risulta largamente insufficiente. I nostri emendamenti che puntavano ad estendere per un ulteriore triennio le detrazioni fiscali per carichi di famiglia, ad escludere i residenti all’estero dall'imposta comunale sugli immobili, a recuperare risorse ai capitoli della Direzione Generale Italiani all’Estero e Politiche Migratorie del Ministero degli Affari esteri”.
“In particolare per l’insegnamento della lingua italiana, capitolo 3153, per il quale proponevamo di ripristinare l’ammontare a cui si era arrivati al Senato con l’assestamento di bilancio. Per l’assistenza – la cui riduzione di bilancio di ben 6 milioni di euro - graverà sulle fasce sociali più deboli di nostri connazionali all’estero”.
“Esprimiamo forti preoccupazioni rispetto a una politica per le comunità italiane nel mondo che è profondamente condizionata da una visione miope del Governo”.

“Una politica che nelle ultime leggi di bilancio ha subito forti riduzioni negli stanziamenti, che oggi vive le preoccupazioni legate alla riorganizzazione della rete diplomatico-consolare, che rischia di penalizzare gli interventi e i servizi per le fasce sociali più deboli”.
“La finanziaria light è fatta di tagli e di mancati interventi anche per gli italiani nel mondo”. “Abbiamo presentato un emendamento anche per la questione indebiti, che colpisce e penalizza pesantemente i pensionati residenti all’estero a causa dei ritardi dell’INPS nell’approntare una verifica reddituale annuale”.
Siamo in attesa che parta l’azione riformatrice anche sul fronte della cittadinanza. E il Governo deve tornare a dare risposte sulla razionalizzazione della rete consolare dopo la risoluzione in Commissione affari esteri della Camera che ha chiesto una verifica sulle prospettate chiusure di Consolati anche a fronte dell’ondata di forti proteste arrivate dalle comunità italiane nel mondo.
Esprimiamo quindi un giudizio negativo sull’azione fin qui svolta dal Governo e sulla manovra economica nel suo complesso.

On. Marco Fedi 9 dicembre 2009


Allegato: Testo completo intervento On. Marco Fedi

Il giudizio negativo sulla manovra di finanza pubblica per il 2010 nasce da una serie di considerazioni e valutazioni di natura economica e politica.
Quella del Governo non è una politica economica per lo sviluppo, per contrastare gli effetti della crisi su famiglie ed imprese.
Emerge con crescente drammaticità la situazione del Mezzogiorno. Così come diventa tangibile, ogni giorno, la forte pressione sulle famiglie. Così come dovrebbe essere insopportabile, per tutti noi, la crescita del tasso di disoccupazione che passa dal 6,7 al 10,5 per cento.
Ed è questo il dato preoccupante che emerge da questa finanziaria.
Siete lontani dalle vere riforme.
Siete lontani dal dare risposte vere alle conseguenze della crisi.
Siete lontani anche da investimenti strutturali. Non solo dalle riforme.
La nostra opposizione è ferma e decisa su tutta l’impostazione della manovra di bilancio ma in particolare sulla scelta di prevedere la vendita dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
Dopo lo “scudo fiscale”, anonimo, arriva ora la vendita dei beni confiscati alla mafia.
Per far cassa continuate a dare messaggi contraddittori, rischiate di favorire il riacquisto di questi beni da parte della criminalità organizzata e indebolite gli strumenti culturali, prima che repressivi, per contrastare i fenomeni “mafiosi”.
Nel tentativo di far quadrare i conti proponete di utilizzare il TFR dei lavoratori per la spesa corrente, una sorta di cassa continua prestiti e prelievi a disposizione dello Stato.
Ma il giudizio negativo riguarda anche la maggioranza che sostiene il Governo.
Il nostro vuole essere anche un richiamo ad avere coraggio “nell’iniziativa parlamentare”. Dobbiamo insieme contribuire a dare maggiore credibilità all’istituzione parlamentare. A partire da un’autentica discussione in quest’aula, che ancora auspichiamo, sulla quale non pesi costantemente la minaccia del voto di fiducia.
Ecco perché invitiamo la maggioranza a valutare con attenzione le conseguenze negative delle scelte di oggi.
Possiamo e dobbiamo fornire gli strumenti al nostro paese per rispondere alla crisi, mettere imprese e lavoratori in grado di utilizzare i deboli segnali di ripresa dell’economia internazionale.
In questa condizione il Partito Democratico è riuscito non solo a fare opposizione ma anche a presentare delle proposte concrete.
Come l’introduzione di una detrazione fiscale per l'anno 2010, forfettaria e straordinaria, sui redditi da lavoro dipendente e sulle pensioni.
L’aumento della detrazione fiscale per i figli a vantaggio sia dei lavoratori dipendenti che degli autonomi.
L’estensione della durata temporale di beneficio della cassa integrazione guadagni da 52 a 104 settimane.
L’estensione dell'assegno di disoccupazione a tutti i lavoratori precari.
Ed abbiamo presentato delle proposte emendative per gli italiani all’estero, in questa finanziaria, oltre ad una serie di proposte di riforma strutturali per le comunità italiane nel mondo.
Gli emendamenti presentati alla Camera, respinti dalla maggioranza, andavano in direzione di aumentare le dotazioni finanziarie di importanti capitoli per gli italiani all’estero.
Si trattava di emendamenti che puntavano ad estendere per un ulteriore triennio le detrazioni fiscali per carichi di famiglia.
Ad escludere i residenti all’estero dall'imposta comunale sugli immobili.
A recuperare risorse ai capitoli della Direzione Generale Italiani all’Estero e Politiche Migratorie del Ministero degli Affari esteri.
In particolare per l’insegnamento della lingua italiana, capitolo 3153, per il quale proponevamo di ripristinare l’ammontare a cui si era arrivati al Senato con l’assestamento di bilancio.
E l’assistenza – la cui riduzione di bilancio di ben 6 milioni di euro - graverà sulle fasce sociali più deboli di nostri connazionali all’estero.
Il giudizio complessivo sulla finanziaria 2010 è negativo e perderemo opportunità anche all’estero.
Esprimiamo forti preoccupazioni rispetto a una politica per le comunità italiane nel mondo che è profondamente condizionata da una visione miope del Governo.
Da una scarsa comprensione delle potenzialità che abbiamo all’estero e dalla sostanziale incapacità di fare sistema.
Una politica che nelle ultime leggi di bilancio ha subito forti riduzioni negli stanziamenti, che oggi vive le preoccupazioni legate alla riorganizzazione della rete diplomatico-consolare, che rischia di penalizzare gli interventi e i servizi per le fasce sociali più deboli.
La finanziaria light è fatta di tagli e di mancati interventi. Anche per gli italiani nel mondo.
Abbiamo presentato un emendamento anche per la questione indebiti, che colpisce e penalizza pesantemente i pensionati residenti all’estero a causa dei ritardi dell’INPS nell’approntare una verifica reddituale annuale.
Siamo in attesa che parta l’azione riformatrice anche sul fronte della cittadinanza. E il Governo deve tornare a dare risposte sulla razionalizzazione della rete consolare dopo la risoluzione in Commissione affari esteri della Camera che ha chiesto una verifica sulle prospettate chiusure di Consolati anche a fronte dell’ondata di forti proteste arrivate dalle comunità italiane nel mondo.
Un grande paese democratico come l’Italia non può destinare alla politica estera, quindi allo stato di previsione del Ministero degli esteri, soltanto lo 0,4 per cento del PIL, uno stanziamento del tutto inadeguato ai compiti da svolgere, ai servizi da erogare, all’azione internazionale da portare avanti con le missioni umanitarie e con le convenzioni internazionali e la cooperazione allo sviluppo. Negativa anche l'ulteriore riduzione delle risorse per la cooperazione allo sviluppo, già pesantemente ridotte con altre misure e provvedimenti del Governo.
Gravissima la sottodotazione della Tabella A del Ministero degli esteri. Occorrerebbero almeno 47 milioni per concludere la ratifica dei sessanta accordi internazionali di più rilevante priorità.
Esprimiamo quindi un giudizio negativo sull’azione fin qui svolta dal Governo e sulla manovra economica nel suo complesso.

On. Marco Fedi 9 dicembre 2009

lunedì 12 ottobre 2009

FEDI (PD): FINANZIARIA 2010: LAVORARE PER RECUPERARE RISORSE

Il dato preoccupante è che si rischia di perdere le risorse recuperate con l’assestamento di bilancio, effettuato prima dell’estate, e si torni alla situazione di grave difficoltà di fine 2008 – ha ricordato l’On. Marco Fedi in un messaggio inviato ai Comites d’Australia.
I capitoli della Direzione Generale Italiani all’Estero e Politiche Migratorie – ridotti dalla finanziaria 2009 – tornano a subire riduzioni. Tuttavia esistono le condizioni per apportare variazioni in sede di discussione parlamentare ed è positivo il richiamo a questa necessità svolto dal Sen. Claudio Micheloni in sede di primo esame al Senato.
Sarebbe utile capire dal Governo, ad esempio, se la riduzione del capitolo 3103 comporta un rischio per il buon funzionamento dei Comitati degli Italiani all’estero, poiché alcuni di questi, in difficoltà con il pagamento delle spese fisse, hanno presentato richieste suppletive già in questo esercizio finanziario.
Anche il capitolo 3153 per la diffusione della lingua italiana nel mondo, ancora largamente insufficiente, è complessivamente inferiore all’assestamento effettivo per il 2009 – rileva l’On. Marco Fedi.
Si registra invece una forte riduzione delle risorse sul capitolo 3121 sull’assistenza diretta che subisce un taglio di oltre 6 milioni di euro.
Dobbiamo quindi impegnarci tutti, opposizione e maggioranza, per recuperare risorse aggiuntive durante l’iter parlamentare.
Ricordiamo inoltre l’impegno – assunto anche dal Governo che ha accolto numerosi ordini del giorno in tal senso – a estendere ulteriormente, e in maniera definitiva, le detrazioni per carichi di famiglia ai residenti all’estero.