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venerdì 24 ottobre 2008

La somma delle contraddizioni, il quoziente politico e ... la sottrazione di risorse

“La somma delle contraddizioni non potrà mai produrre un risultato diverso dalla somma delle azioni negative compiute: credo che questa regola valga anche in politica. I tagli, senza autentiche riforme, producono danni irreversibili, producono unicamente distruzione” – ha dichiarato l’On. Marco Fedi. “I tagli che colpiranno le politiche a favore delle comunità italiane nel mondo avranno come unico effetto la chiusura del rapporto con l’italianità fuori dei nostri confini nazionali: perché il Governo Berlusconi colpirà lingua e cultura, editoria, investimenti, solidarietà – tra i quali anche diritti costituzionali, come quello alla formazione e all’assistenza sociale. Colpirà gli strumenti del dialogo, i contenuti di accordi bilaterali e multilaterali, colpirà il centro nevralgico della nostra presenza nel mondo. Colpirà anche la rappresentanza. Non esistono giustificazioni alla scelta chirurgica di operare un taglio complessivo di 50 milioni di euro ai capitoli tradizionalmente rivolti alle nostre comunità nel mondo” – ha ribadito Marco Fedi. “È contraddittorio allora parlare di lingua italiana nel mondo, di investimento culturale, di lingua italiana negli ordinamenti scolastici di altri Paesi, quando l’unica prospettiva è rappresentata dai tagli. È una contraddizione parlare di fase temporanea, ipotizzando un futuro ritorno di investimenti, quando componenti dello stesso esecutivo parlano di tagli per tre finanziarie consecutive. Viviamo, almeno nelle dichiarazioni, una serie costante di contraddizioni, anche sulle motivazioni dei tagli. Non vi è crisi finanziaria internazionale che tenga per una scelta di finanza pubblica che è maturata prima dell’estate, per una decisione politica gravissima che fa pesare su alcune Direzioni Generali del Ministero degli Affari esteri riduzioni del sessanta per cento, per una deliberata e mirata azione di delegittimazione degli organismi di rappresentanza” – ha dichiarato l’On. Marco Fedi.
“La manovra economica colpisce pesantemente Ministeri, Regioni ed Enti locali e non abbiamo ancora valutato tutte le conseguenze negative che ne deriveranno per gli italiani all’estero, anche in relazione al buon lavoro svolto da alcune Regioni italiane che potrebbe essere compromesso proprio dai tagli. Il quoziente politico non cambia, quindi, anche tirando in ballo altri soggetti. Siamo testimoni, invece, di una sottrazione di risorse che non ha eguali, che non può essere giustificata né rappezzata con ipotesi di rimedio come l’intervento delle Regioni o dei privati”.
“Come parlamentari del Partito Democratico eletti all’estero, abbiamo presentato degli emendamenti che propongono il ripristino integrale dei tagli previsti per i capitoli degli italiani all’estero. Non solo. In aggiunta proponiamo uno stanziamento per le nuove generazioni, in modo che possa continuare il percorso che inizierà con la conferenza mondiale dei giovani ed uno stanziamento per il museo delle migrazioni, progetto in cui crediamo e per il quale siamo convinti si debbano investire risorse”. “Abbiamo poi presentato un emendamento tendente a superare definitivamente la questione dell’esonero ICI, in modo che avvenga per tutti, con trasparenza ed in base ad una norma di legge, piuttosto che sulla base di interpretazioni o semplici equiparazioni. Un emendamento sul diritto all’assegno sociale, per consentire che il requisito dei 10 anni si possa raggiungere con i periodi di residenza storica, vale a dire verificatasi in un qualsiasi momento della vita di un emigrato o immigrato. Ed abbiamo presentato un emendamento che renda permanente il diritto alle detrazioni fiscali per carichi di famiglia per i lavoratori italiani all’estero” – ha sottolineato l’On. Marco Fedi.
“Non ci siamo limitati a presentare emendamenti a questa finanziaria così negativa per gli italiani nel mondo o a votare contro i tagli introdotti con il decreto sulla salvaguardia del potere di acquisto delle famiglie. Abbiamo presentato proposte di riforma, dal settore scolastico a quello culturale, dalla cittadinanza fino ai diritti sindacali, dai diritti delle donne all’assegno di solidarietà. Stiamo lavorando ad una proposta sull’informazione che punti ad un riordino complessivo del sistema e preveda, sin dall’inizio, criteri nuovi per l’accesso ai contributi, per i mezzi d’informazione elettronici ed audiovisivi, oltre che per la carta stampata. Abbiamo le carte in regola per progettare, attraverso le riforme, un rapporto nuovo tra Italia e comunità all’estero. Siamo pronti al confronto, anche se ci rendiamo conto delle difficoltà dell’attuale maggioranza ad affrontare il tema delle riforme” – ha concluso Marco Fedi.

giovedì 2 ottobre 2008

Dalla “dittatura dolce” al “pensiero unico”, passando per “fare di tutta un’erba un fascio”, per arrivare al consenso disgiunto

Non credo sia mai possibile percepire la dittatura come dolce. Sono convinto che l’Italia di oggi non viva una fase dittatoriale, né dolce né amara. Sono convinto che l’Italia di oggi viva, invece, un momento amaro. Non percepisco un “pensiero unico” anche se, certamente, il pensiero fisso di questo Governo Berlusconi è stato come tagliare pesantemente, dal primo giorno, le risorse per gli italiani all’estero. Dal primo giorno. Non dovevamo attendere l’approvazione della finanziaria per vederlo. Dalla conversione del decreto sulla salvaguardia del potere di acquisto delle famiglie (-17 milioni di euro), dal mancato recupero di risorse in fase di assestamento di bilancio, fino ad una prima finanziaria con un – 27, ed ancora tagli a seguire, promessi già ora fino al 2011. Peccato che qualcuno se ne sia accorto solo oggi. Noi eletti all’estero tra le fila del Partito Democratico lo diciamo e gridiamo dal primo giorno utile, in altre parole da quando abbiamo percepito le reali intenzioni del Governo a maggioranza Popolo della Libertà. Ed abbiamo agito di conseguenza opponendoci sempre ai tagli, sia in Commissione sia in Parlamento. Non accetto quindi richiami qualunquistici ai 18 parlamentari eletti all’estero. Non siamo un fascio! Le responsabilità sono disgiunte. Il Governo decide sui tagli. Il Parlamento sarà la sede di una battaglia durissima in cui la maggioranza che sostiene Berlusconi deciderà, nonostante la nostra fortissima opposizione. In quella sede ognuno faccia le proprie valutazioni sul lavoro di tutti.
Siamo pronti al dialogo sulle riforme. Qualcuno ci dica come, dove e quando e, soprattutto con quali priorità ed in quale direzione. Vorrei ricordare le differenze tra Governo e maggioranza da un lato, ed opposizione dall’altro! Noi abbiamo delle proposte. Istituti di cultura, promozione e diffusione della lingua italiana, legge elettorale e rappresentanza, Comites e Cgie. Ma oggi il vero problema, la contraddizione, sarebbe quella di parlare di riforme senza aver avuto neanche l’opportunità di parlare dei tagli, preventivamente decisi da altri ed a noi solo comunicati. Parlare di riforme, con capitoli di bilancio annientati, mi pare, oltre che una contraddizione, anche un metodo di lavoro offensivo per i soggetti coinvolti. Esistono le condizioni per recuperare qualcosa in termini di risorse? Anche qui, responsabilità disgiunte. Ci dica il Governo come, dove e quando. La preoccupazione è forse il già prospettato ricorso al voto di fiducia? Si costruiscano ora, subito, le condizioni affinché il Governo ne tenga conto. Oltre al recupero rispetto ai tagli prospettati abbiamo l’impegno sulle detrazioni per carichi di famiglia per i residenti all’estero, l’esonero ICI e la questione dell’assegno sociale. Vorremmo rimettere in moto le questioni della sicurezza sociale.
Arriviamo allora alla vera novità di questa prima fase della vita del Governo Berlusconi: il consenso disgiunto. Non importa cosa si faccia in concreto e neanche cosa si proponga, l’importante è che i sondaggi dicano che tutto va bene. Ecco allora che dall’immunità per le più alte cariche dello Stato si passa ai Ministri. Ecco che la maggioranza deve scegliersi anche il rappresentante dell’opposizione – come per le Commissioni di vigilanza. Ecco che all’improvviso, oggi, qualcuno cerca di metterci tutti e diciotto nella stessa barca. Quando invece il centro destra, in occasione di due leggi finanziarie targate maggioranza Prodi, nonostante gli aumenti considerevoli previsti per gli italiani nel mondo, non aveva fatto altro che attaccare il Governo. Uniti dai tagli e dall’emergenza, qualcuno dirà. L’esperienza però insegna che in questi casi è vero il contrario e ciascuno è chiamato a fare il meglio, ed anche di più, in casa propria.
Non sono molto bravo a capire cosa si celi dietro le cose dette, meno ancora tra le cose non dette. Immagino che, se l’editoriale a firma Ferretti fosse un appello all’unità per raggiungere l’obiettivo di limitare i danni, sarebbe stato opportuno farlo anticipare da una riflessione anche del gruppo dei Parlamentari del PdL, non solo dalle pagine de l’Italiano. Se invece si trattasse di un primo esempio di dissenso congiunto al nostro, costituirebbe un primo segnale di risveglio in casa PdL.

lunedì 22 settembre 2008

Raccomandazioni ed impegni: nelle prossime settimane il banco di prova del Governo

Accolto come raccomandazione dal Governo l’unico ordine del giorno presentato dall’Onorevole Marco Fedi in sede di approvazione del disegno di legge di assestamento del bilancio dello Stato, AC. 1417, approvato dalla Camera dei Deputati il 17 settembre scorso.
L’ordine del giorno impegno il Governo, a partire dai prossimi provvedimenti di bilancio e nella finanziaria per il 2009, “ad assumere ogni utile iniziativa tesa a recuperare le risorse destinate al Ministero degli affari esteri ed a fare in modo che gli ulteriori tagli previsti siano contenuti in limiti che non mettano in discussione il fisiologico svolgimento di alcune fondamentali attività dello stesso e ad intraprendere ogni azione possibile al fine di salvaguardare gli stanziamenti per il Ministero degli affari esteri ed in particolare per le politiche rivolte agli italiani all'estero”.
“L’ordine del giorno, sottoscritto anche dai deputati Bucchino, Farina, Porta, Garavini e Narducci, ed accolto dal sottosegretario Vegas, arriva dopo una serie di impegni presi dal Governo su materie attinenti alla vita delle comunità italiane all’estero” – ha ricordato l’On. Fedi.
“L’impegno sull’estensione dell’esonero ICI anche ai cittadini italiani residenti all’estero – fino a questo momento il provvedimento esclude i cittadini italiani residenti all’estero anche se una piccola percentuale di Comuni ha esteso questa misura ai concittadini iscritti all’Aire e residenti all’estero: impegno preso dal governo in sede di conversione del decreto 93 sulla salvaguardia del potere di acquisto delle famiglie. L’impegno sulle detrazioni per carichi di famiglia affinché passino da norma transitoria a norma definitiva per i residenti all’estero: preso in sede di conversione del decreto 112 sullo sviluppo economico, semplificazione e competitività. Fino all’impegno sull’assegno sociale: anche questo assunto in sede di secondo passaggio del decreto 112 alla Camera, e teso a rivedere le norme restrittive per tutti ma in particolare per i cittadini italiani residenti all’estero che, se in condizioni di indigenza, non avrebbero comunque diritto a tale forma di sostentamento minimo in assenza dei dieci anni di residenza. Introducendo anche il principio della residenza storica, cioè la residenza in qualsiasi periodo della loro vita in Italia. Su questi impegni, oltre al fronte delle riforme per le quali siamo pronti ad un confronto, l’opposizione del PD tra gli eletti all’estero attende proposte e soluzioni” – ha sottolineato l’On. Marco Fedi.
L’ordine del giorno accolto come raccomandazione parte dalla premessa che il comma 507 della Legge finanziaria per il 2007 dispone l'accantonamento di percentuali di somme previste per diverse voci di spesa contenute nei bilanci dei ministeri per il triennio 2007-2008-2009;le somme accantonate nell'ambito delle disponibilità del Ministero degli affari esteri per l'anno corrente ammontano a 80 milioni, di cui poco meno di 8 milioni riguardanti le politiche migratorie;il disegno di legge di assestamento del bilancio 2008, approvato nel Consiglio dei ministri del 27 giugno 2008, ha previsto per il MAE lo scongelamento di appena 8 milioni su 80, che costituisce il rapporto più sfavorevole degli ultimi anni;non sono da escludersi altri possibili tagli ai capitoli degli italiani all'estero anche nell'ambito dello scongelamento di 8 milioni di euro;questi ulteriori tagli si aggiungono a quelli disposti sul bilancio del MAE con la conversione in legge del decreto n. 93 recante «Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie» e portano le riduzioni per il corrente anno ad oltre 100 milioni di euro; l'incidenza delle riduzioni sulle politiche migratorie, già precedentemente colpite per 17 milioni di euro, stanno portando le risorse in questo campo ad un preoccupante livello di guardia rimettendo in discussione lo sforzo degli ultimi anni di consolidare e, in alcuni campi come l'assistenza, di migliorare la spesa storica;è indispensabile interrompere la spirale di arretramento della spesa per le politiche migratorie, per non determinare la perdita di iniziative e rapporti difficilmente recuperabili in situazioni caratterizzate da una rapida evoluzione, come sono quelle degli italiani che vivono in diversi contesti sociali e culturali,
impegna il Governo:-
ad assumere ogni utile iniziativa tesa a recuperare le risorse destinate al Ministero degli affari esteri ed a fare in modo che gli ulteriori tagli previsti siano contenuti in limiti che non mettano in discussione il fisiologico svolgimento di alcune fondamentali attività dello stesso,ad intraprendere ogni azione possibile al fine di salvaguardare gli stanziamenti per il Ministero degli affari esteri ed in particolare per le politiche rivolte agli italiani all'estero.

giovedì 31 luglio 2008


Sull’assegno sociale sono gravi le responsabilità del Governo che conferma le proprie intenzioni negative e discriminatorie nei confronti di immigrati ed italiani all’estero

Una finanziaria approvata in 9 minuti e mezzo in Consiglio dei Ministri, forzata attraverso un lavoro di Commissione che ha causato due disastri ammessi e riconosciuti dalla maggioranza – l’emendamento sui precari e quello sull’assegno sociale – fino al maxiemendamento con la fiducia che ha bloccato il Parlamento e quindi reso impossibile modifiche: ecco ciò che un pessimo governo ha fatto fare ad una pessima maggioranza. Danni particolari nel contesto di un danno collettivo. Sull’assegno sociale il Governo ha inteso unicamente emendare la parte relativa al reddito ma permane la condizione legata alla residenza: in sostanza, oltre alla cittadinanza italiana, alla residenza in Italia al momento della domanda, alla non portabilità dell’assegno – che non è esportabile – ed alle condizioni di reddito da non superare, sarà necessario poter far valere dieci anni di residenza legale in Italia per accedere all’assegno sociale. Modifica questa che non solo perpetua nel testo del decreto 112, la finanziaria breve introdotta da Tremonti, una discriminazione inaccettabile per i lavoratori extracomunitari che debbono invece godere di pari diritti e doveri. La norma anche emendata, inoltre, di fatto discrimina anche i cittadini italiani residenti all’estero ove decidessero di rientrare nel territorio italiano a causa delle situazioni di indigenza presenti in molti paesi di emigrazione.

Riacquisto della cittadinanza: lentezze, dubbi interpretativi e totale assenza di informazioni

Il tema del riacquisto della cittadinanza – regolato dall’articolo 13 della legge 5.2.1992, n. 91, ed in particolare dai punti c) e d) dell’articolo di legge – è particolarmente sentito per i connazionali all’estero che, naturalizzatisi nei Paesi di emigrazione, intendono utilizzare le norme per riacquistare la cittadinanza italiana. Da più parti è stato sollecitato il mio intervento per chiedere una maggiore informazione a comuni e questure sui contenuti di queste norme, per avere chiarezza interpretativa ed una maggiore omogeneità sia di approccio che di procedure amministrative adottate dai Comuni e per rendere più celere il rilascio del permesso di soggiorno utile ad attivare la procedura di iscrizione anagrafica e di riacquisto della cittadinanza. Ho presentato una interrogazione a risposta scritta, rivolta al Ministero degli affari esteri ed al Ministero dell’Interno, che chiede appunto tutto ciò. In particolare chiede che, per il riacquisto immediato previsto per coloro che dichiarino di rientrare definitivamente nel territorio nazionale e richiedano espressamente il riacquisto, vi sia una procedura veloce per il rilascio del permesso di soggiorno necessario alla iscrizione anagrafica ed indispensabile per il riacquisto. Ecco il testo dell’interrogazione.

FEDI -
Al Ministro degli affari esteri e al Ministro dell’Interno
Per sapere - premesso che:
il riacquisto della cittadinanza italiana è regolato dall’art. 13 della legge 5.2.1992, n. 91,
il punto c) dell’art. 13 prevede una dichiarazione di volontà da parte di tutti coloro i quali sono interessati al riacquisto della nostra cittadinanza per averla perduta a qualsiasi titolo e età,

tale dichiarazione di volontà può essere resa presso gli Uffici consolari di provenienza e successivamente presentata al Comune in Italia oppure direttamente al Comune italiano ove si desidera stabilire la propria “residenza elettiva”,

l’iscrizione anagrafica in questo caso può avvenire solo dietro rilascio di un apposito permesso di soggiorno ed il riacquisto della cittadinanza italiana è in questo caso immediato,

il punto d) dell’art. 13 prevede il riacquisto automatico della cittadinanza italiana dopo un anno di residenza in Italia -:
quali urgenti disposizioni od iniziative si intendano adottare per evitare il ripetersi di situazioni in cui i Comuni si attengono a criteri non omogenei e/o in palese contraddizione con l’applicazione delle predette norme,

quali informative urgenti si riterrà opportuno adottare per informare Comuni e Questure,

quali urgenti disposizioni od iniziative si intendano adottare per rendere celere il rilascio del permesso di soggiorno utile ai fini dell’iscrizione anagrafica e necessario per il riacquisto immediato della cittadinanza italiana.