giovedì 15 maggio 2014

FESTA DELLA REPUBBLICA. IL MESSAGGIO DELL’ON. MARCO FEDI AL CO.AS.IT. DI SYDNEY: “PRENDERSI CURA DEGLI ALTRI E’ PRENDERSI CURA DI NOI STESSI E DELLA NOSTRA COMUNITA’.

“La serata organizzata dal Co.As.It. di Sydney per celebrare, insieme, unità nazionale, fondazione della Repubblica italiana e servizi alla comunità, rappresenta in modo tangibile l’esperienza dell’emigrazione e dell’impegno civile e sociale degli italiani nel mondo” – ha dichiarato l’On. Marco Fedi. “Impegni parlamentari non mi consentono di essere con voi. Confermo il mio impegno accanto al Co.As.It, alla comunità italiana, ai più deboli e a chi di loro si prende cura. Un impegno politico che ogni giorno trasferisco sul piano parlamentare”. “Esiste un legame molto forte tra l’Anniversario della Repubblica italiana e la raccolta fondi per le persone impegnate nel sociale ed in particolare chi si prende cura di altre persone. L’impegno verso gli altri, prendersi cura della propria comunità, è anche l’impegno della politica. La politica che è anche lavoro comunitario. Ascoltare, sviluppare politiche e programmi, costruire il rapporto di fiducia con i cittadini e prendersi cura degli altri. Anche la politica è servizio ai cittadini” – ha ricordato l’On. Fedi nel suo indirizzo di saluto. “La politica è anche servizio comunitario. Celebrare la giornata nazionale è dimostrazione tangibile del nostro impegno nel rafforzare i legami tra Italia e Australia. L’Anniversario della fondazione della Repubblica d’Italia è la celebrazione di momenti di unità nazionale e di storia comune. Oggi, più che in passato, è anche celebrazione della capacità di cambiamento e di rinnovamento, della capacità di riformare e di rispondere alle nuove sfide. Ed è anche una dimostrazione di solidarietà al popolo italiano”. “Il Co.As.It. di Sydney ha deciso di dedicare la celebrazione dell’anniversario della Repubblica italiana di quest’anno al tema delle persone che si prendono cura di altri e della nostra comunità. È un importante segnale di attenzione verso le persone più vulnerabili della comunità, verso la loro rete di sostegno famigliare e comunitaria. Il Co.As.It. è forte della sua storia e del suo costante impegno verso gli anziani e la Terza età e verso i più deboli, oltre alla forte presenza nell’insegnamento della lingua italiana nel New South Wales”. “Desidero congratularmi con il Co.As.It., il Com.It.Es., con l’Ambasciata d’Italia ed il Consolato Generale di Sydney per aver organizzato questa splendida serata e per questo importante evento per l’intera comunità italo-australiana d’Australia” – ha concluso l’On. Marco Fedi.

mercoledì 14 maggio 2014

DEPUTATI PD ESTERO: “IMPORTANTE PASSO IN AVANTI SULLA TASSAZIONE DELLA CASA DEI PENSIONATI ALL’ESTERO. ANDREMO AVANTI SU QUESTA STRADA”

La legge di conversione del decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47, recante misure urgenti per l'emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015, approvata questa mattina dal Senato e tra pochi giorni all’esame della Camera, contiene un’importante novità per gli italiani all’estero per quanto riguarda la dibattuta questione della tassazione sulle abitazioni. I relatori Stefano Esposito e Franco Mirabelli, entrambi del PD, hanno proposto un emendamento, accettato con riformulazione dal Governo, che esenta dal pagamento dell’IMU, in quanto considerate abitazioni principali, le case di proprietà dei pensionati italiani residenti all’estero e iscritti all’AIRE. Sulle stesse abitazioni, inoltre, si prevede la detrazione dei due terzi sia per gli importi relativi alla Tari che per quelli relativi alla Tasi. Tali decisioni comporteranno per i comuni, a partire dal 2015, un minore introito di sei milioni di euro che, con il provvedimento, lo Stato s’impegna a compensare. Siamo in presenza di un primo e concreto passo in avanti nell’impegno di ottenere l’equiparazione dell’abitazione dei cittadini italiani all’estero alla prima casa, condotta ininterrottamente con determinazione e coraggio dagli eletti all’estero. Finora questa giusta richiesta si era scontrata contro il muro delle mancate compatibilità finanziarie elevato dai governi che si sono succeduti. Un varco, sia pure solo per i pensionati, si è aperto e questo ci consente di proseguire, da una postazione più avanzata e sulla base di un riconoscimento già acquisito, la nostra battaglia perché il riconoscimento sia esteso a tutti i residenti all’estero. Nell’imminente passaggio alla Camera, inoltre, metteremo in luce le complesse problematiche interpretative che discendono dal provvedimento, al fine di semplificarne e accelerarne l’applicazione. Ringraziamo, oltre ai colleghi eletti all’estero del Senato che hanno continuato a sollecitare questa soluzione, i relatori del gruppo del PD e il Governo, che in fase sempre aperta di tagli alla spesa pubblica ha accettato una soluzione parziale ma sostanzialmente giusta e positiva. Si tratta di un segnale politico che non può essere sottovalutato. Il Governo Renzi, accusato di essere disattento agli italiani all’estero, nei suoi mesi di vita, con lo stile di concretezza e di fattività che lo contraddistingue, ha fatto due cose importantissime: confermato la circoscrizione Estero e modificato in meglio il sistema di tassazione delle abitazioni degli italiani all’estero. E’ la migliore risposta al propagandismo e all’opportunismo di quelli che criticano “a prescindere” o, come i grillini, votano sempre contro perché niente è mai sufficiente e tutto è sbagliato. Il nostro metodo e la nostra cultura politica sono diversi e i fatti lo confermano. Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta

giovedì 8 maggio 2014

FEDI (PD): L’ASIA-PACIFICO È IL NUOVO PUNTO DI SNODO DELLE POLITICHE INTERNAZIONALI

Si è tenuto ieri un importante seminario promosso dall’IsAG dal titolo “La nuova centralità geopolitica dell’Asia-Pacifico: che ruolo per l’Italia?”, organizzato in occasione della pubblicazione di Asia-Pacifico: un nuovo pivot, l’ultimo numero di “Geopolitica”, la rivista dell’Istituto. L’incontro, che si è svolto presso la Sala delle Colonne, ha visto la partecipazione del Dott. Tiberio Graziani (IsAG, Presidente), di S.E. Nguyen Hoang Long, Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Repubblica Socialista del Vietnam, del Min. Pl. Andrea Perugini, Direttore Centrale per i Paesi dell’Asia e dell’Oceania del Ministero degli Affari Esteri, del Gen. B. Francesco Lombardi, Vice-Direttore CeMiSS e ISSMI, del Dott. Massimiliano Porto, Direttore programma di ricerca “Asia Orientale” dell’IsAG, del Dott. Daniele Scalea, Direttore Generale dell’IsAG e del Consigliere Doug Trappett, Vice Capo Missione dell’Ambasciata d’Australia a Roma. “Impossibilitato a partecipare per impegni parlamentari, ho ritenuto comunque opportuno inviare un indirizzo di saluto, non solo per una questione di cortesia, essendo stato uno degli organizzatori dell’evento, ma anche per le tematiche in discussione”. “E’ indiscutibile, infatti, che l’Asia-Pacifico rappresenti, per l’Unione europea e per l’Italia, un interessante e importante nuovo punto di rotazione delle politiche internazionali. La ragione di tanta attenzione, com’è noto, è legata alle spinte del vertiginoso sviluppo commerciale verso quest’area, nella quale vi sono potenziali giganti demografici ed economici, quali la Cina e l’India. E’ evidente e naturale, dunque, l’interesse per l’intensificazione dei rapporti di libero scambio con interlocutori di tanto peso. Come testimone diretto della realtà australiana, poi, non posso non sottolineare la progressiva e sicura crescita economica di questo Paese, il carattere avanzato della sua organizzazione sociale, il tratto europeo sotto il profilo culturale e linguistico, il riferimento a valori e principi riconducibili alle moderne democrazie occidentali. L’Australia, inoltre, gode di una rendita di posizione invidiabile per il fatto di rapportarsi strategicamente a quattro mondi: all’Europa per cultura e tradizioni, all’Asia per contiguità territoriale e rapporti economici, al Pacifico per ruolo di stabilizzazione politica ed economica e agli Stati Uniti per alleanze militari, politiche ed economiche. Non manca, comunque, qualche aspetto problematico, riguardante anche l’Italia, che sembra un po’ attardata in questa prospettiva. Nel 2011, ad esempio, l’Italia ha esportato per oltre 60 milioni di euro di beni e servizi nell’area Asia-Pacifico e ha importato per oltre 94 milioni dalla stessa area. Nel 2012 l’Asia orientale e l’Australia hanno accolto oltre il 9% dell’export italiano, mentre il 10% delle importazioni italiane provengono dalla stessa area. La nostra presenza, inoltre, spesso è considerata scarsa, lenta e poco influente. In un’ottica europea, è legittimo chiedersi se il nostro interesse per gli aspetti commerciali ed economici, sicuramente importanti, non debba evolvere verso una fase nuova, aprirsi una visione geopolitica più ampia, tradotta in strategie internazionali di più vasto respiro. In una recente conferenza a Melbourne, proprio sul tema dei rapporti tra Asia Pacifico e Unione Europea, organizzata dall’European Union Studies Association – Asia Pacific, i delegati hanno chiesto all’Europa una maggiore presenza a livello di ricerca scientifica e di tecnologia, di investimenti strategici, di best practices and Governance, di scambi a livello parlamentare e di governo, e una maggiore presenza culturale. Un delegato proveniente da Singapore ha testimoniato anche l’interesse per la pianificazione urbana, per l’esigenza di città-stato come Singapore e Hong Kong di rendere le proprie città più vivibili. L’Italia, poi, ha una particolarità significativa, alcuni accordi tra Regioni e province cinesi volti al trasferimento del know-how italiano in campi come il restauro, la sicurezza alimentare, la formazione manageriale, l’innovazione nel tessile e lo sviluppo delle energie rinnovabili. Il nostro Paese ha un ruolo da esercitare anche grazie alla sua diaspora nell'area, in particolare in Australia e Nuova Zelanda. Il numero crescente di giovani ricercatori e professionisti in Asia-Pacifico, la presenza in questa regione dei centri direzionali di importanti multinazionali richiedono allo Stato italiano di rafforzare la sua presenza, non certo di indebolirla con la chiusura dei Consolati. Al contrario, sarebbe un nostro interesse primario procedere al rafforzamento della rete diplomatico-consolare al servizio dei residenti stabilmente all'estero ma anche delle nuove mobilità. In epoca recente vi è stata una proliferazione di centri dedicati allo studio dell'Europa in paesi dell'Asia-Pacifico. Questi centri, cofinanziati dall'Unione europea e da università locali, centri di ricerca e gruppi industriali, rappresentano per noi un interessante segnale del fatto che il mondo accademico e quello industriale sono pronti al dialogo. I finanziamenti europei a questi centri sono certo un atto positivo da parte UE. Il Ministero degli Affari Esteri ritiene giustamente che “la regione dell’Asia-Pacifico è un formidabile banco di prova”, fatto di “sfide e opportunità”. Dobbiamo trasformare le nuove sfide in opportunità. Se saremo capaci di farlo, l'Asia-Pacifico risponderà con rinnovato interesse sia ad una qualificata presenza italiana che ad una azione geopolitica e strategica dell'Unione europea. On. Marco Fedi

giovedì 24 aprile 2014

FEDI (PD): 25 aprile dedicato a chi “resiste” alle tentazioni populistiche e crede nel valore comune della politica.

Il 25 aprile della liberazione d’Italia ci ricorda un impegno assunto con le nuove generazioni per rendere l’Italia un Paese libero e democratico. Un impegno che ricordiamo ogni anno e che ogni anno ci aiuta nell’affrontare le nuove sfide. Il nostro compito oggi è cambiare l’Italia salvaguardando i principi fondamentali della nostra storia repubblicana e rinnovando l’impegno per la libertà e la democrazia. Credo sia doveroso, quindi, anche nel prossimo iter delle riforme costituzionali come delle riforme del lavoro, partire proprio dalla Resistenza. Modifiche costituzionali che rafforzino le garanzie, la democrazia e la libertà. Proposte di legge ed interventi a favore dei più deboli e delle famiglie e per migliorare le opportunità formative e lavorative dei giovani. Il ricordo ci aiuta in questo momento di difficoltà ma anche di innovazione. Dal ricordo e dalla storia comune di tanti connazionali che hanno portato nel mondo storie di emigrazione, di libertà, di crescita politica, sociale e culturale, di partecipazione democratica. Dalla memoria e dalla storia di quanti hanno costruito una presenza nel mondo dal dopoguerra ad oggi. Dall’esperienza di chi oggi resiste, ogni giorno, alla demagogia, alla spinte estremistiche, all’impoverimento culturale e all’isolamento nazionale. Questo 25 aprile lo dedichiamo a chi ancora oggi “resiste” alle tentazioni populistiche e crede ancora nel valore comune della politica. A chi “resiste” alle logiche separatiste e crede ancora nel bene comune, nel vivere insieme entro confini istituzionali, politici e culturali sempre più europei. A chi “resiste” alla distinzione tra italiani, sia in senso geografico che culturale. Essere oggi italiani nel mondo non può significare porsi ai margini ma essere parte di una speranza di crescita che riguarda tutti. In questi anni donne e uomini di tutte le Resistenze hanno lavorato per garantire diritti e partecipazione. Oggi lavoriamo per riformare l’Italia e per migliorare l’Italia, l’Europa e il mondo. On. Marco Fedi

mercoledì 23 aprile 2014

FEDI (PD): Un’altra gita fuoriporta di Filosa sugli italiani all’estero e dintorni

Ricky Filosa coglie l’occasione di una mia intervista a ItaliaChiamaItalia per fare una scorribanda fuoriporta su alcune questioni da me toccate in questa occasione. Poiché l’interpretazione dell’esponente del MAIE è molto libera, sono indotto a fare queste precisazioni. Prima di tutto, non ho mai detto che la questione IMU non sia prioritaria. Ho ricordato semplicemente la mia posizione: priorità assoluta è evitare che chi all’estero non ha casa ma possiede un’unica casa nel mondo, in Italia, la veda considerata ai fini fiscali come seconda casa. Ciò è semplicemente ingiusto! Ho assunto questa posizione da quando è nato il problema, grazie all’eliminazione dell’ICI da parte del Governo Berlusconi su tutte le prime case fuorché su quelle dei residenti all’estero. Ho anche detto, invece, che non è convincente la posizione di chi chiede che la casa in Italia venga considerata prima casa, anche quando all’estero ne possieda altre, magari più di una. Ragionamento che anche Filosa dovrebbe comprendere senza troppi sforzi. Ho aggiunto, infine, che stiamo sensibilizzando i Comuni sul regime di riduzioni e detrazioni, perché un qualche beneficio possa arrivare ad un maggior numero di destinatari. Sulle contraddizioni interne ai deputati eletti nel PD, che Filosa rileva seguendo la linea di opposizione appena varata dal suo movimento, ricordo che in pochi giorni la Farnesina è passata da una decisione di tagli ai Comites ad una di ridimensionamento quantitativo del CGIE: non siamo felici di queste scelte ma erano e sono passaggi obbligati. I parlamentari sono stati coinvolti solo di rimbalzo, non direttamente, come invece è avvenuto per il CGIE. Ed abbiamo semplicemente auspicato una valutazione oggettiva da parte di tutti. Valutazione che poi noi avremmo trasformato in emendamenti al decreto del Governo, una volta arrivato alle Camere per la conversione. Parlare di confusione da parte nostra è abbastanza stravagante, considerato che non abbiamo “ufficialmente” ricevuto nessun testo di proposta. Noi abbiamo una visione del mondo e della rappresentanza che può variare ma è basata su una considerazione di fondo: i diversi livelli di rappresentanza non sono carrozzoni, come qualcuno dice, ma istanze che devono riqualificarsi nella sostanza e quindi anche nella forma. Critichiamo il fatto che non si facciano delle riforme coinvolgendo le comunità nel mondo nella discussione e soprattutto che ci si appelli ad una continua emergenza. Lasciamo ad altri i giudizi sommari sui carrozzoni, anche se vorremmo capire se questi giudizi sono espressione del giornalismo stile ItaliaChiamaItalia o semplicemente le dichiarazioni politiche di un candidato del MAIE. A proposito di giornalismo, infine, vorrei sottolineare come sia abbastanza strano che Filosa faccia un comunicato commentando un passaggio di una mia intervista apparsa solo su ItaliaChiamaItalia ed utilizzandone strumentalmente una parte a suo uso e consumo elettorale. Se questa è la ragione che muove Filosa, allora forse c’è poco da discutere ma solo di augurare buon lavoro. On. Marco Fedi