martedì 21 ottobre 2014
SEMINARI “POLITICHE MIGRATORIE E DELL’INTEGRAZIONE”
Nell’ambito della collaborazione avviata dall’on.
Marco Fedi con il Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche
dell’Università La Sapienza di Roma sono stati organizzati tre seminari sui
temi delle politiche migratorie e dell’integrazione per gli studenti del Master
in “Migration and Development” diretto dal Prof. Triulzi e dei Corsi di laurea
(triennale e magistrale) in “Cooperazione allo sviluppo” dei Professori Marco
Cilento e Cristina Giudici.
I tre seminari hanno lo scopo di presentare, in chiave
comparativa, le politiche migratorie, di accoglienza e di integrazione di
diversi Paesi a forte impatto migratorio.
I primi due seminari si sono svolti presso
l’Università di Roma La Sapienza, Ex-Caserma Sani, in Via Principe
Amedeo.
Il 13 ottobre scorso, 120 studenti hanno affrontato il
case study dedicato alle politiche migratorie, di accoglienza e di integrazione
adottate negli ultimi trent’anni dall’Australia.
Dopo gli interventi introduttivi del Prof. Antonello
Biagini, Prorettore Vicario della Sapienza, del Prof. Umberto Triulzi,
Direttore del Master “Migration & Development”, del Prof. Cilento e della
Dottoressa Claudia Zaccai della Facoltà di Sociologia, sono intervenuti l’ On.
Marco Fedi e il Sen. Francesco Giacobbe.
Nelle loro relazioni i parlamentari del PD hanno
illustrato dettagliatamente l’evoluzione della legislazione australiana in
materia di migrazioni. Un approfondimento rilevante è stato dato alla politica
del multiculturalismo inaugurata negli anni settanta dal Premier laburista
Gough Whitlam, recentemente scomparso. Una politica quest’ultima
straordinariamente innovatrice che ha segnato in maniera indelebile le
politiche di integrazione e di welfare delle comunità immigrate e della stessa
società australiana facendo del Paese uno tra i più avanzati a livello
internazionale.
Fedi ha poi analizzato l’attualità politica
australiana, presentando le ultime posizioni del governo conservatore Abbott in
tema di immigrazione, rifugiati, richiedenti asilo, immigrazione clandestina e
multiculturalismo. Posizioni particolarmente restrittive e che segnano un
arretramento nella tradizione dell’accoglienza in Australia ma che si
inseriscono in un quadro di generale irrigidimento da parte di molti governi
conservatori occidentali anche a causa della perdurante crisi economica e dei
contradditori e drammatici conflitti in atto in molte aree del mondo.
Un altro tema di grande interesse affrontato da Fedi è
stato quello della cittadinanza australiana e delle modalità e dei tempi con
cui un immigrato può oggi farne richiesta in Australia. L’attualità del
confronto con l’Italia su questa materia non è sfuggito agli studenti che sulla
questione sono intervenuti in molti durante il vivace dibattito che ha concluso
il primo incontro.
Il secondo seminario, svoltosi ieri 20 ottobre, ha
affrontato tre case studies. La deputata Francesca La Marca ha riferito sulle
politiche migratorie del Canada, i deputati Porta e Fedi hanno illustrato
rispettivamente la realtà brasiliana e quella statunitense alla luce dei nuovi
flussi migratori globali e regionali.
Nel corso del seminario sono intervenuti i professori
Cilento e Cristina Giudici. Numerose le richieste di chiarimenti e le domande
da parte degli studenti.
L’ultimo dei seminari in programma si terrà lunedì 27
ottobre presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto. La prima parte del
seminario affronterà i case studies riguardanti la Svizzera, la Francia e la
Germania. La seconda parte sarà dedicata ad una analisi comparativa del voto a
distanza. Interverranno i deputati Fedi e Laura Garavini e per l’Università La
Sapienza il Prof. Antonello Biagini, il Prof. Umberto Triulzi, i Professori
Cilento e della Dottoressa Claudia Zaccai.
FEDI (PD): Camere di Commercio Italiane all’Estero: una rete di presenze da valorizzare per la promozione del made in Italy nel mondo, per gli investimenti in Italia e la cultura italiana
Intervenendo ad Ancona
dove si è svolta la Convention della Camere di Commercio all’estero, l’On.
Marco Fedi, nel portare il saluto del Comitato per gli italiani nel mondo della
Commissione Esteri della Camera dei Deputati, ha posto l’accento sul ruolo
importante che svolgono ogni giorno le Camere di Commercio.
“Abbiamo bisogno di questa
rete articolata sui territori, dobbiamo valorizzarne il lavoro e la
professionalità. Hanno raggiunto, attraverso ristrutturazioni e
riorganizzazioni ed un sistema meritocratico di cofinanziamento, importanti
traguardi di efficienza e trasparenza. Credo sia necessario ricercare le forme
più adatte per coinvolgere le comunità d’origine italiana presenti all’estero
nei progetti e attività di sostegno all’internazionalizzazione e per dare
coerenza, stabilità e più efficace sinergia alle attività di consultazione che
localmente sono adottate da Ambasciate e Consolati nei diversi settori di
intervento. La rete delle Camere di Commercio – ha ricordato Fedi nel suo
intervento – sono chiamate oggi ad una sforzo in direzione della promozione e
sostegno economico, commerciale e culturale, alla nuova imprenditoria che si
muove nel mondo”.
“Dobbiamo arrivare alla
definizione di ‘Piani Promozionali Paese’, già utilmente sperimentati nella
promozione linguistica e culturale, aventi una proiezione pluriennale, in modo
da razionalizzare, coordinare e rendere più efficaci gli interventi e da
cogliere in modo più adeguato le potenzialità di cui l’Italia può disporre nel
mondo. Contemporaneamente – ha sottolineato Marco Fedi – dobbiamo evitare le
duplicazioni della offerta dei servizi, le contraddizioni tra i vari livelli di
responsabilità ed arrivare ad una riforma che consenta una maggiore fluidità
del sistema della promozione economica e commerciale nel mondo”.
“Nei “Piani Promozionali
Paese” si faccia riferimento anche a corsi di formazione per i Temporary Export
Managers, a campagne locali per contrastare efficacemente l’Italian sounding e
promuovere l’Italian Quality ed alla definizione di piattaforme per il
commercio elettronico che rispondano a criteri normativi nazionali ed
internazionali accettati nei vari Paesi, nonché all’attrazione di investimenti
commerciali e produttivi verso l’Italia. Le Camere di Commercio italiane nel
mondo costituiscono uno snodo importante, un raccordo delle comunità di affari
italiane nel mondo e potrebbero adeguatamente assumere anche il ruolo di agenti
di nuove forme di promozione del made in Italy in una logica di
multilateralità. In una possibile riforma il ruolo delle Camere di commercio
all’estero andrebbe quindi integrato con il ruolo dell’agenzia per il commercio
con l’estero che continua ad avere un ruolo guida per l’internazionalizzazione”
– ha concluso l’On. Marco Fedi.
giovedì 16 ottobre 2014
martedì 14 ottobre 2014
FEDI (PD): Grave errore non rinnovare il lettorato alla Monash University di Melbourne
La decisione di non rinnovare un lettorato
nel mondo è sempre sbagliata. I lettorati nelle università estere sono un punto
di forza della nostra presenza culturale e linguistica; indebolire questa rete
di contatti, ricerca e professionalità è un errore. Non per caso, del valore
dei lettorati e dei risultati da essi raggiunti in termini di formazione e di
relazioni culturali si parlerà specificamente la prossima settimana a Firenze
nel corso degli Stati generali della lingua italiana nel mondo. Annunciare la
chiusura di alcuni di essi alla vigilia di questo importante momento di
riflessione e di rilancio della lingua italiana è una palese contraddizione che
forse si sarebbe fatto bene ad evitare.
La chiusura di alcuni lettorati
s’inquadra, come è noto, nel processo di revisione della spesa imposta a
ciascun ministero. La revisione della spesa alla Farnesina o in qualsiasi altro
ministero, tuttavia, si dovrebbe affrontare eliminando gli sprechi,
razionalizzando le uscite e riducendo i costi amministrativi, non certo
tagliando gli investimenti in campo culturale e linguistico.
Farlo poi con la Monash University
di Melbourne, che ha un campus in Italia, a Prato, e sta investendo per
realizzare una presenza formativa e culturale in questo Paese, oltre ad essere
un errore in sé, rappresenta un ulteriore esempio di disattenzione verso l’Asia
Pacifico. Per indurre ad una più seria riflessione e favorire un ripensamento
ho presentato oggi una interrogazione in proposito al Ministero degli affari
esteri, con la speranza che i tempi della risposta siano compatibili con la
delicatezza e l’urgenza della decisione.
On. Marco Fedi
mercoledì 8 ottobre 2014
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