giovedì 29 gennaio 2015

FEDI (PD): Positiva soluzione per gli Erasmus, anche se solo per un terzo!

Sulla partecipazione dei temporaneamente all’estero al voto politico esprimo una valutazione positiva. Ritengo però ancora incompleto il quadro normativo visto che sarà possibile votare per la circoscrizione estero, senza poter entrare nel quorum, ne sarà possibile candidarsi. Mentre per i cittadini italiani stabilmente residenti all’estero oggi siamo a due terzi della qualità democratica, diritti attivo e passivo, per i temporaneamente all’estero siamo solo a un terzo: difficile essere completamente soddisfatti!
Meglio lavorare fin d’ora affinché anche i temporaneamente all’estero possano candidarsi nella circoscrizione estero, contribuendo a rinnovare la rappresentanza, modificando semplicemente la legge 459 del 2001, e comunque continuare a trovare soluzioni normative che cerchino, nella sostanza, di parificare diritti e doveri degli italiani all’estero che, nell’era della globalizzazione, debbono smontare muri e diffidenze e superare ogni divisione.

lunedì 26 gennaio 2015

FEDI (PD): Buon “Australia Day”!

FEDI (PD): Buon “Australia Day”!
Il 26 gennaio è l’Australia Day, celebrazione annuale della nazione australiana. La data è legata all’arrivo della prima flotta britannica sulle sponde australiane, ma oggi esprime molto di più delle origini coloniali e delle solide radici europee.
L’Australia, infatti, è oggi un Paese multiculturale, economicamente avanzato, collocato in termini geopolitici nell’area dell’Asia-Pacifico, che ha avuto un importante riconoscimento internazionale ospitando il G20. L’Australia è anche un Paese che deve quotidianamente affrontare preoccupazioni e contraddizioni analoghe ai Paesi europei.
Le celebrazioni del 26 gennaio rappresentano sempre più un’occasione per rafforzare i legami comunitari, per rendere più forti le scelte multiculturali e per rinnovare l’impegno per la crescita economica e lo sviluppo sociale. Oggi, come i drammatici eventi degli ultimi tempi ci inducono a fare, a questi elementi di solidarietà comunitaria si deve affiancare un impegno condiviso, di tutti i Paesi, per la pace, la sicurezza, la tutela dei diritti civili e il progresso democratico.
Il 26 gennaio è una celebrazione alla quale parteciperanno con convinzione anche molti italo-australiani che, negli anni trascorsi, con l’emigrazione e il conseguente processo di integrazione oppure in conseguenza dei moderni flussi professionali e lavorativi, hanno stabilito la propria residenza in Australia.
Auguriamo, attraverso le rappresentanza diplomatiche in Italia, “Buon Compleanno alla Nazione australiana”.

On. Marco Fedi
Presidente 
Gruppo InterParlamentare di amicizia Italia-Australia
Roma

giovedì 22 gennaio 2015

Garavini e Fedi (Pd): "Detrazioni per famigliari a carico: estenderle anche ai lavoratori fuori dall´Europa"

Garavini e Fedi (Pd): "Detrazioni per famigliari a carico: estenderle anche ai lavoratori fuori dall´Europa"
 
"Il Milleproroghe è l’occasione per estendere le detrazioni fiscali per familiari a carico anche a quei lavoratori che operano fuori dall’Europa. Positivo che oggi il nostro emendamento sia stato giudicato ammissibile in Commissione Bilancio. E’ il primo passo per l’estensione di un anno della proroga a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla residenza fiscale". Lo dichiarano Laura Garavini e Marco Fedi, primi firmatari dell´emendamento presentato alla Camera insieme agli altri deputati Pd eletti all´estero, Farina, La Marca e Porta.
 
"Giá il Governo aveva affrontato la questione in sede di Legge Comunitaria per quei dipendenti residenti fiscalmente in Europa e che producono però il 75% del loro reddito in Italia. Adesso occorre estendere tale possibilità anche ai lavoratori fuori dai confini dell’Europa, per superare l’evidente disparità di trattamento. L´ammissibilità riconosciuta oggi è il primo passo utile per l´approvazione".
 
Roma, 22 gennaio 2015

martedì 16 dicembre 2014

FEDI (PD): SOLIDARIETÀ AL POPOLO AUSTRALIANO E IMPEGNO PER LA DIFESA DELLE LIBERTÀ DEMOCRATICHE

La provocazione terroristica di Sydney, che è costata la vita a due vittime innocenti oltre che allo stesso attentatore, è un episodio che desta sentimenti e riflessioni molteplici: sdegno e condanna per il ricorso alla violenza, pietà per i caduti e i feriti, solidarietà con il popolo e le autorità australiane, impegno per la sicurezza e per la tutela della libertà e della democrazia.
Sarebbe un errore sottovalutare la vicenda, ancorché ridimensionata dai media al gesto individuale di un esaltato. Episodi del genere si stanno moltiplicando in diverse parti del mondo, come dimostra l’analoga vicenda del Canada, e si alimentano in un retroterra di estremismo ideologico che purtroppo rischia di fare proseliti nelle aree di disagio e di marginalità esistenti anche in Paesi di storia e cultura diverse.
Intanto, non con parole di circostanza, a nome anche di tanti colleghi parlamentari con cui ho avuto modo di commentare l’evento, esprimo al popolo e alle autorità australiane la vicinanza e la comprensione per questo attacco proditorio e vile. Lo faccio con particolare emozione, dal momento che io stesso sono cittadino italiano e cittadino australiano, e con altrettanta convinzione, visto che l’attentato è rivolto contro un Paese multietnico e multiculturale che ha accolto milioni di stranieri, offrendo loro la possibilità di naturalizzarsi, di integrarsi pienamente e di cogliere quelle opportunità di miglioramento che essi cercavano per la loro vita e per le loro famiglie.
Non è un caso, tuttavia, che gli attentati siano rivolti verso Paesi aperti e democratici, nei quali chi è arrivato ha potuto godere del rispetto per la propria cultura, della libertà nelle relazioni sociali e delle prerogative di cui gode ogni cittadino in una società democratica. Il vero contrasto, dunque, è tra l’intolleranza, anche quando si ammanta di fede religiosa, e le libertà democratiche.
Per questo, la solidarietà è doverosa ma non basta. È necessario anche un impegno comune volto a resistere alla crociata di terrore che cerca di suscitare costantemente scenari di paura e di morte.  Sono in discussione la sicurezza e la liberta di pensiero e di religione: i principi più profondi della democrazia. Il messaggio più adeguato che in questo momento possiamo inviare al popolo e alle autorità australiane, ma anche alle altre società che sono sotto la minaccia del terrorismo, è che i Paesi e le forze democratiche sono unite e decise a fare la loro parte a difesa della libertà e della democrazia.

On. Marco Fedi