lunedì 12 ottobre 2009

FEDI (PD): CON LA RATIFICA SI RICONOSCONO STATUS ED ECCELLENZA DELLO STAFF COLLEGE DELLE NAZIONI UNITE

La Camera, con il voto favorevole del Partito Democratico, ha approvato la ratifica dell’Accordo con le Nazioni Unite sullo status dello Staff college, con sede a Torino.
Il Partito Democratico – già nella trascorsa e poi in questa legislatura – ha ripetutamente sostenuto sia l’esigenza di garantire un adeguato sostegno economico all’autorevole centro di formazione che l’adozione di uno specifico trattato che ne riconoscesse ruolo e competenze.
Il provvedimento passa ora all’esame del Senato ed è auspicabile un rapido iter di ratifica di questo accordo che consentirà al Centro di continuare a svolgere le proprie attività accreditandosi definitivamente come «fulcro» del sistema di formazione del personale ONU, anche in settori particolarmente delicati ed importanti come i diritti umani, le attività di mantenimento della pace e l'approccio integrato alle problematiche dello sviluppo.
Avere in Italia il nucleo principale delle attività di formazione dei funzionari di livello medio-alto delle Nazioni Unite – ha sottolineato l’On. Fedi durante la discussione sulle linee generali del provvedimento ed in sede di dichiarazione di voto per il Partito Democratico – ha avuto, in questi anni, ricadute molto positive sul tessuto economico e occupazionale, oltre ad aver creato sinergie importanti con omologhe istituzioni italiane nel settore della formazione e dell’imprenditoria.

FEDI (PD): POSITIVA ADESIONE ITALIANA ALLA CONVENZIONE SU INQUINAMENTO DA TRASPORTO IN MARE

La Camera si appresta a ratificare, a larga maggioranza e con il voto favorevole del Partito Democratico, l’adesione dell’Italia alla Convenzione internazionale sulla responsabilità civile per i danni dovuti a inquinamento da combustibile delle navi.
La Convenzione assicura alle persone danneggiate dalla perdita di carburanti utilizzati dalle navi un risarcimento adeguato e tempestivo.
Pertanto, rendere operativa la Convenzione è un atto dovuto nell’impegno di proteggere gli ecosistemi marini dai danni provocati dal trasporto umano – ha ricordato l’On. Marco Fedi durante la discussione sulle linee generali del provvedimento di ratifica.
Sebbene quest’ultimo non sia tra i fattori più alti di inquinamento marino – circa il 12% - se sommato all’inquinamento da attività illegali e agli incidenti, determina un quadro preoccupante per l’Italia e per l’intera comunità internazionale.
Oltre all’inquinamento sistematico, causato dall’immissione continua nel tempo di inquinanti, oltre all’inquinamento accidentale, esiste anche una forma di inquinamento operativo causato dall’esercizio stesso della navigazione da natanti.
L’inquinamento marino è una delle questioni ambientali più urgenti del nostro tempo. L’adesione alla Convenzione comporterà un impegno nella cooperazione internazionale, anche a livello tecnico, sia nella prevenzione che nelle operazioni di recupero e salvataggio, che nel perseguire le eventuali responsabilità civili e penali.
L’adesione italiana a questa Convenzione rappresenta inoltre un invito a fare meglio e di più anche nella lotta a tutte le altre forme di inquinamento del mare, oltre che alle attività illegali che contribuiscono ulteriormente all’inquinamento ambientale.
Anche per queste ragioni i deputati del Gruppo del Partito Democratico esprimono il proprio voto favorevole – ha concluso l’On. Marco Fedi.

FEDI (PD): “LO SCUDO E’ STATO VOTATO DALLA MAGGIORANZA”

“Lo scudo fiscale è stato voluto e votato dal centrodestra, non dimentichiamolo”. L’On. Marco Fedi si dice “amareggiato da questa polemica sulle assenze al voto sullo scudo fiscale. La legittima indignazione per l’approvazione di questa misura deprecabile che premia gli evasori fiscali, perfino se coinvolti nella criminalità organizzata, non può far dimenticare che essa è stata elaborata e portata al voto di fiducia dal Governo Berlusconi e dalla sua maggioranza parlamentare, che ne assumono pertanto la responsabilità integrale. Né si può cancellare con tanta facilità il ruolo del Partito Democratico nell’ambito della forte opposizione a questo provvedimento manifestatasi nel Parlamento e nel Paese.
Dal canto mio – continua il deputato democratico – ricordo di aver da tempo diffuso a mezzo stampa le mie riflessioni di critica severa allo scudo fiscale, ribadendo come esso mortifichi la reputazione del nostro Paese all’estero e, al contempo, la dignità di tutti i contribuenti onesti. A dimostrazione di ciò – insiste l’On. Fedi – ho anche presentato alla Camera un ordine del giorno con la richiesta al Governo di rimediare almeno in parte al danno, destinando una quota adeguata delle risorse derivate dall’applicazione di questo condono alla cooperazione allo sviluppo verso i Paesi più poveri. La maggioranza si è dimostrata insensibile anche a questa sollecitazione, accantonando nuovamente gli impegni alla solidarietà internazionale assunti in sede europea e al G8, nonostante il ritardo dell’Italia nella lotta alla povertà mondiale. Del resto, sono state bocciate proposte analoghe che impegnavano a investire parte delle risorse recuperate per il sostegno ai meno abbienti, la scuola e il sistema carcerario.
Questa vicenda la dica lunga – conclude il deputato del PD – sul fatto che è il centrodestra, e non altri, il responsabile dell’approvazione di questo pessimo scudo fiscale”.

FEDI (PD): Le presenze regionali all’estero sono un patrimonio da valorizzare insieme

Contributo concorrente a formare il sistema Italia nel mondo. È questo per l’On. Marco Fedi, eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, il compito delle Regioni italiane in un quadro di coordinamento tra Stato e Regioni.
Le Regioni italiane dovrebbero essere sempre molto attente a gestire la propria presenza nel mondo nel complesso della presenza “italiana” nel mondo, senza ghettizzazioni o limitazioni e quindi riconoscendo ai propri corregionali all’estero piena titolarità a una cittadinanza fatta di lingua, cultura, rapporti commerciali e promozione del sistema Italia all’estero. In questo senso forse alcune comunità regionali all’estero hanno percepito qualche distanza dalle inziative tradizionali che svolgono alcune Regioni. Devo dire che in questi ultimi anni la presenza regionale italiana nel mondo sta facendo meglio e di più, senza perdere tuttavia la sua originalità anche nel modo di presentarsi all’estero: promuovendo, insieme, capacità produttiva, cultura, turismo.

Le forme migliori sono quelle che mettono radici, che si trasformano in iniziative importanti per la Regione, per l’Italia, per la comunità locale e per il Paese di residenza. Dalla formazione al turismo, dal commercio alla cultura, tutto assume un significato importante se avviene attraverso strumenti di collaborazione bilaterali e multilaterali, se avviene con il concorso di enti, istituti e gruppi locali, se avviene anche attraverso accordi con i Governi locali. Questa scelta è sempre più difficile da perseguire, è una strategia più complessa da realizzare, ma offre opportunità e risultati decisamente superiori e di lungo periodo invece di pochi, sporadici, momenti di incontro. È questo il contributo alla riflessione – anche in vista della Conferenza Stato-Regioni-PA-CGIE – che l’On. Marco Fedi ha portato all’incontro sul tema promosso dalla Federazione lucana di Melbourne.

In questi giorni – ha proseguito l’On. Fedi nel suo intervento – guardando alle proposte di chiusura di Consolati, dopo i tagli a scuola, cultura e assistenza, dopo l’esclusione dei residenti all’estero dai contributi per la ricostruzione in Abruzzo, dopo l’altra l’esclusione dall’esonero ICI – insieme alla totale disattenzione del Governo Berlusconi per gli italiani all’estero – è forte il rischio che gli italiani all’estero diventino invisibili. La loro ricchezza non è stata ancora compresa e tantomeno utilizzata. È un peccato che non si utilizzi il patrimonio di intelligenze e creatività presente tra gli italiani all’estero per arricchire Italia e Europa. Sbagliamo a non utilizzare la presenza italiana all’estero per rendere più efficace la rete di scambi commerciali, culturali, economici e nel campo scientifico-tecnologico. L’Italia appare oggi incapace di costruire un moderno percorso di accoglimento, integrazione e riconoscimento di diritti agli immigrati che arrivano regolarmente in Italia. L’esperienza di altri Paesi può essere utile. Le esperienze multiculturali e i processi di integrazione di altri Paesi possono essere utili. L’esperienza dell’emigrazione italiana nel mondo è portatrice di questa ricchezza. Le Regioni italiane hanno contributo a formarla e oggi possono anch’esse valorizzarla.

FEDI (PD): Questo scudo fiscale è molto più di una “sanatoria”

Il cosiddetto scudo fiscale riproposto in questa legislatura da Tremonti diventa ora ancora più esteso, fino a coprire il falso in bilancio. Molto più che una semplice sanatoria.
E avviene in fase di terza lettura del decreto anticrisi – dopo i correttivi introdotti al Senato – e con il voto di fiducia.
Lo scudo fiscale è quel provvedimento, già sperimentato dai precedenti governi Berlusconi, che permette a chi ha occultato capitali all’estero in maniera illegale di rimpatriarli senza alcuna penalità pagando soltanto una piccola tassa del 5% del capitale evaso. In altri termini, un condono fiscale di proporzioni storiche, che tuttavia in passato non ha dato i frutti sperati: a fronte di capitali recuperati, inferiori alle attese, si garantiscono impunità e anonimato.

Tra i reati previsti, surrettiziamente, attraverso un emendamento del PDL neanche discusso in Commissione Giustizia, sono stati aggiunti il falso in bilancio, le false fatturazioni e false comunicazioni sociali, le dichiarazioni fraudolente, l’occultamento di atti e la contraffazione di documenti contabili.

Ricapitoliamo. Lo Stato vuole far rientrare dei capitali evasi all’estero per far cassa. Per farlo chiede pochissimo (il 5%) e dà moltissimo (l’impunità per reati gravi), finendo ora per ostacolare pesantemente il lavoro degli inquirenti e delle forze dell’ordine. Tanto per guardarci intorno, negli Stati Uniti, in Francia o in Germania per riportare i capitali in patria si paga invece tra il 40 e il 50% e spesso non c’è neanche l’impunità.

Si è parlato di tanto di etica in economia dopo l’esplosione della crisi finanziaria e di lotta dura ai paradisi fiscali. La politica economica internazionale deve ancora creare le condizioni per il definitivo superamento di queste gravissime condizioni di favore nei confronti dei “capitali” esportati illegittimamente, ma a livello nazionale, certamente, avremmo potuto lavorare meglio, insieme, maggioranza e opposizione, per fornire all’Europa e alla comunità internazionale uno strumento normativo di tutto il Parlamento.
Nessuno può accusare l’opposizione di voler fare schermaglie politiche. Qui si parla del rispetto delle regole minime di uno Stato civile. Per questo ci batteremo in Parlamento contro questo scudo fiscale.

FEDI, NARDUCCI, MICHELONI (PD): NoiMigranti è il documento politico che motiva il nostro sostegno a Dario Franceschini per la segreteria nazionale del

Un documento a cui hanno aderito in molti all’estero e che contiene una proposta politica complessiva. “È il nostro modo di rispondere alla sfida comune per costruire un Partito Democratico forte, in Italia e nel mondo”. Contiene motivazioni ideali, proposte politiche ed organizzative che poniamo al servizio del Partito Democratico e che oggi guidano il nostro impegno nel sostenere la candidatura di Dario Franceschini alla segreteria nazionale del Partito Democratico.
Siamo democratiche e democratici italiani che vivono al di fuori dei confini nazionali e che si identificano profondamente nel bisogno forte di fiducia, regole, uguaglianza, merito e qualità. Sono le condizioni per difendere e far crescere libertà e democrazia in Italia, per far partecipare alla vita politica i cittadini, anche i giovani, per creare opportunità di lavoro, crescita e sviluppo, per riconoscere il merito e valorizzarlo sempre, dalla scuola alla formazione alla professione. Dario Franceschini ha lavorato coerentemente verso questi obiettivi dalla nascita del PD. Ha lavorato bene e con impegno svolgendo sempre un’azione incisiva di opposizione al Governo delle destre.
Il primo obiettivo è costruire un PD forte, con un progetto politico coerente con la nostra ispirazione ideale, le nostre diversità e la “mescolanza” di storie, provenienze, esperienze. La scelta sulle alleanze deve essere legata alla forza delle nostre idee e della nostra proposta politica. Con la determinazione con cui Fassino e Franceschini stanno costruendo un nuovo campo progressista nel Parlamento europeo. Con la stessa forza con la quale Franceschini e Fassino lavorano per un PD che sia la casa comune dei riformisti italiani.
“Gli italiani nel mondo sono un patrimonio per l’Italia, un grande patrimonio di valori, d’intelligenze, d'idee, di opportunità e di memoria storica”. Per queste ragioni il PD deve dotarsi di un Dipartimento che si occupi delle problematiche legate alle migrazioni, al grande tema della mobilità delle persone nel mondo, promuovendo politiche attive per i migranti, per gli espatriati, per l’integrazione e la tutela dei diritti delle persone.
Il giudizio sull’azione di Governo e maggioranza nei confronti delle collettività italiane che vivono all’estero è nettamente negativo. Per i pesanti tagli di bilancio - soprattutto sui capitoli dell’insegnamento della lingua italiana e dell’assistenza ai connazionali – a cui ha fatto seguito la proposta di ridimensionamento della rete consolare nel mondo e dopo l’esclusione dei residenti all’estero dall’esonero ICI.
“Il 25 ottobre eleggeremo direttamente il segretario del Partito Democratico e contemporaneamente i membri dell’Assemblea nazionale che avranno il compito di definire la proposta politica del PD e la sua configurazione organizzativa. Noi pensiamo che i cittadini e le cittadine che nel mondo si ritrovano nei principi ispiratori, nelle idee e nel progetto di società da costruire proposti dal PD, debbano poter contare su un assetto organizzativo che consenta un legame con tutti i temi della proposta politica del partito e quindi collocato nella “organizzazione” del Partito Democratico”.
Il documento integrale è disponibile per la sottoscrizione sul sito www.noipd.com

FEDI (PD): Cordoglio e dolore per una tragedia che colpisce tutti noi

“Il primo dovere, in questo momento, è unirci al dolore delle famiglie”.
“Il nostro pensiero è rivolto ai militari italiani caduti nel compito di pace affidatogli dalla nostra comunità nazionale e dalla comunità delle Nazioni Unite”.
“Il nostro pensiero è rivolto anche ai militari e ai civili afghani, alle tante morti di questo impegno costante per la pace e contro il terrore”.
“Occorre continuare l’incessante azione politica e diplomatica per arrivare a una soluzione che consenta un’uscita dalla crisi afgana, anche attraverso una conferenza internazionale di pace”. “Le forze politiche devono promuovere su questi temi un dibattito parlamentare più approfondito” – ha dichiarato l’On. Marco Fedi.