giovedì 13 dicembre 2007

Presentati quattro ordini del giorno sugli italiani all'estero

Sono quattro gli ordini giorni riguardanti gli italiani all’estero presentati alla Camera dei Deputati nel contesto dell’approvazione della Finanziaria 2008. “Questi ordini del giorno – spiega l’On. Marco Fedi (PD), eletto nella ripartizione Africa-Asia-Oceania-Australia – oltre ad impegnare il Governo, rappresentano un ulteriore momento di confronto tra l’Esecutivo stesso e il Parlamento, soprattutto su temi come quelli che riguardano gli italiani all’estero. Sono argomenti scarsamente noti, che richiedono una interlocuzione anche tecnica che talvolta, in Commissione ed in Aula, non si ha il tempo materiale di portare avanti”, chiosa Fedi.
“L’esempio più evidente”, secondo il deputato del PD, è proprio quello rappresentato dall’ulteriore detrazione ICI per la prima casa, prevista dalla Finanziaria 2008. La detrazione non è specificatamente estesa ai residenti all’estero, nonostante già le attuali disposizioni lo prevedano. “Non si comprende – afferma Fedi - per quale ragione l’ulteriore detrazione ICI viene limitata ai soli residenti in Italia quando siamo certi che nella valutazione dei costi di questo provvedimento, sicuramente, i residenti all’estero che regolarmente versano l’ICI sono stati già inclusi. È davvero anomalo rientrare in una valutazione di spesa e poi non poterne utilizzare i vantaggi reali”. Pertanto, aggiunge, “il nostro ordine del giorno sull’ICI chiede al Governo un impegno all’estensione della detrazione ICI anche ai residenti all’estero nella logica della piena parità di trattamento”.
Un secondo ordine del giorno riguarda le detrazioni fiscali per i carichi di famiglia introdotte dalla Finanziaria 2007, che sono estese anche ai residenti all’estero per un periodo di tre anni. “Chiediamo al Governo un impegno teso a superare questa limitazione temporale, rendendo quindi permanente la norma, e, soprattutto, auspicando una semplificazione delle procedure d’attuazione previste dal decreto emanato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze”, sottolinea il deputato eletto all’estero.
Di grande rilievo è anche la questione posta dall’odg sulla rete diplomatico-consolare. Il Ministero degli Affari Esteri, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 1 comma 404 della legge finanziaria per il 2007, ha predisposto un piano di "razionalizzazione" della rete diplomatico-consolare che prevede, tra l’altro, la chiusura di sedi consolari come Edmonton in Canada. L’obiezione mossa da l’On. Fedi è che “si tratta di ‘risparmi’ esigui a fronte di una serio indebolimento della rete di servizio ai cittadini, alle imprese, al sistema Italia nel suo complesso ed a fronte di una rete diplomatico-consolare dotata di organici inferiori al minimo previsto, tali da non consentire un’adeguata azione di rappresentanza, servizio e tutela. Semmai – prosegue – occorre un ulteriore piano di riforme tese a garantire la migliore efficienza gestionale della rete diplomatico-consolare. Si sente la necessità della predisposizione di un piano di assunzione sia di personale di ruolo che di personale a contratto per il rafforzamento della rete diplomatico-consolare, e del mantenimento di un solido e costante rapporto con il Parlamento, attraverso l’invio di una particolareggiata relazione rispetto ai criteri oggettivi, alle risorse impiegate ed ai risparmi ottenuti per quanto concerne tutta la rete diplomatico-consolare, ivi compreso il piano di informatizzazione per le procedure anagrafiche e di certificazione consolare”, illustra il deputato democratico.A tale proposito, il quarto ordine del giorno presentato è dedicato appositamente al tema del personale a contratto assunto localmente dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli istituti di cultura. “Per tutte queste realtà – afferma Fedi – è oggi necessario realizzare un quadro normativo in grado di rispondere alle esigenze di strutturazione delle carriere professionali e di riconoscimento di funzioni, compiti e competenze. Bisogna quindi valutare l’opportunità di varare una riforma che consenta al personale assunto localmente l’applicazione degli accordi collettivi concernenti la costituzione e il funzionamento delle rappresentanze sindacali unitarie e i diritti e le prerogative sindacali sul posto di lavoro”. L’ordine del giorno chiede inoltre al Governo di “valutare la possibilità di modifica dell'art. 157-sexies del DL 103/2000 – assenze dal servizio – per i contratti a tempo indeterminato stipulati ai sensi del decreto legge suddetto, al fine di consentire la corresponsione all’impiegato assente, in caso di malattia, dell'intera retribuzione per i primi 90 giorni”, conclude il deputato del PD.

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