martedì 4 marzo 2014

Fedi (PD): Giusta discussione su circoscrizione estero ma almeno sia informata!

L'Italicum, con un complesso iter che parte oggi alla Camera dei Deputati, può fare davvero poco per modificare l'attuale impianto costituzionale che prevede, come unico strumento di realizzazione della partecipazione in loco del diritto di voto, la soluzione della circoscrizione estero. Per modificare questo impianto, infatti, occorre agire sulla Costituzione modificando gli articoli 48, 56 e 57. L'Italicum, partendo da una base proporzionale, può di fatto facilitare il passaggio ad una partecipazione elettorale che preveda il voto sulle circoscrizione italiane. Ma non v'è nulla da fare se non attendere l'approvazione definita della legge e poi iniziare a lavorare sulle modifiche costituzionali. Lo dico agli autori dell'articolo apparso sul Sole24Ore. Potete invocare una modalità di partecipazione al voto diversa da quella fino ad oggi attuata, ed è legittimo pensare che questa soluzione sia la più adatta, ma sarà il caso di ripensare ad alcune euforiche dichiarazioni che lasciano pensare che un voto proporzionale senza preferenza sia meglio della circoscrizione estero che prevede invece il voto di preferenza. Il rapporto con gli elettori esiste nella circoscrizione estero mente è stato nullo con il porcellum e tutto da verificare con l'Italicum. Sui costi, infine, torno a spiegare che 12 deputati e 6 senatori non sono aggiuntivi ma parte del numero complessivo previsto sempre dalla Costituzione. Per ridurre il numero dei parlamentari occorre, ancora una volta, mettere mano alla Costituzione. Sorvolo sul concetto di carità per segnalare, invece, che ogni passaggio parlamentare relativo ai connazionali nel mondo, ha visto sempre il nostro impegno. Ogni risultato è costato impegno e lavoro. I risultati sono stati spesso positivi, altre volte negativi, ma sempre marcati dalle fasi della politica nazionale e dalle logiche di Governo. Dubito l'Italicum e la partecipazione al voto sulle circoscrizioni italiane possa modificare questo stato dell'arte che richiederebbe, invece, una più matura visione delle nostre comunità nel mondo. Francamente, almeno da un residente all'estero, ci si poteva attendere una diversa visione della politica e della partecipazione. Direi, ad esempio, come residente all'estero prima che come deputato della Circoscrizione estero, che i tempi sono maturi per migliorare l'esercizio in loco del diritto di voto, che tale miglioramento si può realizzare con il voto per corrispondenza degli iscritti ad un elenco degli elettori cui si iscrivono liberamente nonno, figli e nipoti che desiderino votare, con un voto libero e segreto riversato sulle circoscrizioni italiane. Mi limiterei a queste considerazioni invece che strumentalizzare l'Italicum per dire che gli eletti all'estero sono inutili, anche perché porrei sul piano normativo ordinario una questione da risolvere sul piano costituzionale e, soprattutto, darei l'impressione, anche questa sbagliata, di non avere la più pallida idea del lavoro svolto, nella quotidianità parlamentare, da 12 deputati e 6 senatori.

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